L'Esercito di Silvio e l'Xbox One always online.
10.8.13
9.8.13
8.8.13
7.8.13
6.8.13
Il vero problema dell'Italia sono gli italiani
Già l'esercito di Silvio non era messo bene. Ma andando ad ascoltare le persone intervenute a quella grande colazione al sacco trasformatasi l'altro giorno in comizio abusivo si comprende che, dalle parti di Silvio Berlusconi, andrebbe migliorato qualcosina circa l'indottrinamento di comparse e figuranti.
C'è chi dice che "5 persone hanno deciso per mezza Italia: ma che persone sono?", dimostrando non solo scarsa familiarità con la matematica (...mezza Italia?!), ma anche di non avere mai sentito parlare dei magistrati e del ruolo che ricoprono.
Qualcun altro, alla domanda se sapesse per quale motivo il suo amato leader fosse stato condannato, si impap...im...impappina e riesce solo a dire che "Berlusconi è stato condannato per...per coso fiscale. Che ha fatto fatture false". La maggior parte degli intervenuti ammette candidamente di non sapere per quale reato sia stato condannato, ma di sapere che è innocente: "Qualunque sia il reato penso proprio che sia innocente". Qualunque sia il reato? Da brividi.
C'è poi l'immancabile secchione che coglie tutte le occasioni per dimostrare di avere imparato bene la lezione: "E' stato condannato perchè sono tutti processi inventati dalla magistratura e dalla sinistra", ma il commento più agghiaggiante ed offensivo arriva da una anziana che afferma che "Anche se ha fatto qualcosa di illecito, tutti lo fanno". Non credo sia necessario aggiungere molto altro alla gravissima affermazione di questa signora.
Il vero problema dell'Italia non è però Silvio Berlusconi, sono gli italiani. Quegli italiani che, da 19 anni, hanno scelto di non ragionare con la propria testa e di farsi guidare come un gregge di pecore da qualcuno che pensi e decida per loro. Quegli italiani che, in cambio di un pasto al sacco, salgono su un pullman e vanno a supportare qualcuno che qualcun altro ha detto loro di supportare. Quegli italiani che, nonostante tutto, continuano ad aprire la bocca
senza collegare il cervello, e lo difendono senza saper motivare la loro
scelta.
E poi ci sono gli interessati, i calcolatori, quelli che il cervello l'hanno collegato fin troppo bene. Quelli che hanno capito subito come girava il fumo da quelle parti, ma per convenienza personale hanno deciso di schierarsi dalla parte di Berlusconi: che si tratti di vile denaro, di figa o di precisa scelta politica poco importa. Mi ci metto di mezzo anche io, che pur non avendolo mai votato lo difendevo, ritenendo il governo di centro-destra la migliore delle alternative, mentre oggi so che nessuno mi rappresenta.
Per fortuna solo i cretini non cambiano mai idea. Ma sono la minoranza.
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2.8.13
Esercito di Silvio o Armata Brancaleone???
L'Esercito di Silvio, radunato nei pressi di Palazzo Grazioli, a causa di un drammatico ed inspiegabile errore di trasmissione delle notizie esulta in diretta alla lettura della sentenza della cassazione circa il processo sui diritti televisivi, processo che vedeva tra gli imputati il loro idolo Silvio Berlusconi. Pregasi notare il precipitare degli eventi quando, agli indefessi militanti, inizia ad esser chiara la tristA verità: Silvio loro è stato condannato, forse non è il caso di stappare la bottiglia.
Nella estrema drammaticità della vicenda - politica, umana e personale - una semplice domanda si insinua nel mio animo: Esercito di Silvio...o Armata Brancaleone???
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Berlusconi, la condanna e il delirio
Dopo che un intero Paese si era fermato in attesa di conoscere il destino di un solo uomo, destino che a sua volta avrebbe determinato - incredibile - quello dell'intero Paese, ieri la cassazione ha emesso il suo verdetto: Silvio Berlusconi condannato per frode fiscale a quattro anni di reclusione, dei quali tre coperti da indulto ed il quarto da scontarsi agli arresti domiciliari o con l'affidamento ai servizi sociali. Fin qui la condanna. Poi c'è il delirio.
Il delirio di un Senato che sarà chiamato a decidere sulla decandenza di un condannato alla carica di Senatore della Repubblica, come se ci fossero dubbi sull'opportunità che un condannato sieda nell'aula del Senato della Repubblica, come se bastasse blaterare di "sentenza politica" per cancellare la realtà dei fatti.
Il delirio di un Silvio Berlusconi che reagisce alla condanna con un video-messaggio / omelia alla Nazione, nel quale si chiede se sia questo il modo in cui l'Italia ringrazi vent'anni d'impegno per la Cosa Pubblica (...), ed in generale i suoi cittadini migliori (...). No, a naso credo che questo sia il modo in cui la Legge italiana punisce i colpevoli di frode fiscale, ma capisco che l'unica strategia di marketing perseguibile in tale frangente sia il rigiro della frittata.
Il delirio di un Silvio Berlusconi che annuncia la riesumazione di Forza Italia, e di conseguenza la fine dell'esperienza polita del Popolo della Libertà, con buona pace di tutti quei dirigenti di Alleanza Nazionale che dal 1995 al 2009 demolirono quel che restava della destra italiana per restare, alla fine dei giochi, con un pugno di mosche.
Il delirio di 10.000.000 di italiani che su un giornale vengono fatti passare per evasori fiscali e non battono ciglio, e continuano a credere alle favole: Ruby la nipote di Mubarak, le cene e le feste galanti, l'inesistenza delle leggi ad personam, il pericolo di consegnare l'Italia alla sinistra, i quattro milioni di posti di lavoro, le pensioni minime alzate ad un milione di lire, l'abbattimento della pressione fiscale, i processi politici, le sentenze politiche, le toghe rosse, il contratto con gli italiani...
Ma soprattutto il delirio di una classe politica intera, che prima non è stata in grado di formulare una legge sul conflitto d'interessi e poi non è stata capace di cambiare una legge elettorale perniciosa, una classe politica che non è stata in grado di formare un governo saldo ma anzi si è vista costretta a calare le braghe nel nome delle "larghe intese", ed ora si trova in bilico sul baratro di ripicche, capricci e vendette che - ne sono certo - non tarderà ad aprirsi.
Il delirio dei pochi, la condanna dell'Italia.
Pregiudicato. Punto.
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1.8.13
Succede in Russia: attenzione al sito Bluaziende.com
Mi è capitata una disavventura abbastanza singolare (ma anche no, chissà): tre anni fa apro una linea telefonica domestica, ed inizio a ricevere telefonate di sconosciuti che chiedono di parlare...con la titolare del bar. Ci metto poco a scoprire che Telecom (bontà sua...) mi ha assegnato un numero di telefono che in precedenza era assegnato proprio a quel bar, e che in rete ci sono decine di siti commerciali che riportano i dati di quel bar, insieme a quello che nel frattempo è diventato il mio numero di telefono.
Inizio allora a scrivere una bella email a tutti questi sitarelli (tranne ad uno che non riporta alcuna informazione di contatto, per la serie: "facciamo le cose seriamente, le aziende credono in noi"); uno dopo l'altro iniziano a rispondermi, sperticandosi in mille scuse ed assicurandomi di aver eliminato l'informazione incriminata e inventandosi una marea di balle per giustificare la presenza sui loro siti del numero di telefono di un utente privato che nemmeno compare sull'elenco telefonico. Intervengono a correggere tutti tranne uno: BluAziende.com, dalla Russia con arroganza.
La loro prima risposta mi fa capire che sarà una dura lotta: mi specificano infatti che, per togliere il vecchio numero di telefono dalla pagina dell'azienda, devo comunicare loro il nuovo numero di telefono. Giusto per chiarire fin dall'inizio come si lavora in Russia: le email non si leggono neanche. Riscrivo, specificando per la seconda volta di non essere il titolare dell'azienda incriminata, e che dal mio punto di vista l'unico problema è l'eliminazione del mio numero di telefono dal loro sito, perchè sono un utente privato che non compare nemmeno sull'elenco telefonico e sono stanco di essere disturbato da persone che cercano di mettersi in contatto con un bar che nella migliore delle ipotesi ha semplicemente cambiato numero di telefono, e nella peggiore ha chiuso i battenti.
A quel punto il pregiatissimo servizio assistenza del sito BluAziende.com smette semplicemente di rispondermi. A distanza di 10 giorni inizio la guerra: invio loro venti (20) email una dietro l'altra, tutte con il medesimo messaggio, "cancellate il mio numero di telefono dal vostro sito". Ed ecco che il servizio di assistenza di questo sito russo decide di cambiare strategia, nei confronti dell'italiano rompiscatole, passando dall'ignorarlo al prenderlo per i fondelli. Rispondono infatti a tutte le mie venti email con un bel copia & incolla, sostenendo di essere al lavoro per soddisfare la mia richiesta. Senza firmarsi.
La presa in giro da parte del servizio di assistenza del sito russo BluAziende.com nei miei confronti prosegue: il misterioso individuo (che continua a non firmarsi, tanto chissenefrega dell'italiano rompiscatole) mi chiede se io non abbia niente di meglio da fare, piuttosto di scrivere loro tutte quelle email, ed al mio proposito di fare loro una marea di pubblicità negativa risponde con fare sprezzante di fare loro tutta la pubblicità che posso, visto che ne hanno bisogno. E di girare loro il nuovo numero di telefono, se proprio voglio che il mio venga eliminato dal loro sito. Agghiacciante, lor signori.
Da questa vicenda è possibile trarre alcune conclusioni: primo, il numero di telefono di un privato cittadino italiano che non compare nemmeno sull'elenco telefonico è pubblicato su un sito russo che si fa beffe della privacy, e che si diverte a prendere in giro con arroganza il suddetto cittadino italiano. Secondo, se il bar che ai tempi possedeva il mio numero di telefono fosse ancora aperto, sappia che ai titolari del sito BluAziende.com, sito che in teoria dovrebbe facilitare il contatto tra cliente ed azienda, non gliene frega niente di continuare a fargli perdere decine di clienti, che infatti continuano a chiamare me invece che il bar. Terzo, se tu che mi stai leggendo hai un'attività commerciale, fossi in te farei un giro su quel sito e verificherei di non comparire nel loro prezioso database: chi va con lo zoppo...
Semplice e diretto, come prendere in giro un utente italiano.
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26.7.13
The Games Machine verso il numero 300 - Il numero 200
Tempo fa mi stupivo di come il tempo passi rapidamente, soprattutto quando sei distratto: ad esempio, sembra ieri ma sono passati ben 25 anni da quel mese di settembre del 1988 che vedeva l'esordio nelle edicole italiane di The Games Machine, versione italica dell'omonima rivista inglese (che, al contrario della cugina italiana, chiuse i battenti nel 1990 dopo 34 numeri). TGM ad oggi è la rivista dedicata ai videogiochi PC più longeva del panorama italiano: manca poco, infatti, e nelle edicole arriverà il numero 300. Un'occasione ghiotta per sfogliare virtualmente - e non solo - i numeri centenari della nostra rivista preferita: dopo il numero 100 di The Games Machine, è arrivato il turno (indovina?) del numero 200.
The Games Machine numero 200 esce nell'ottobre 2005: le pagine sono 172, il prezzo è di 8,70 €, l'editore è ovviamente Xenia e la rivista esce con allegati DVD (o CD-ROM) ed il videogioco completo XIII (esagerati! Un gioco su ben 4 CD! E che gioco!). L'onore e l'onere di scrivere l'editoriale in occasione della prestigiosa ricorrenza spetta al coordinatore editoriale e caporedattore Stefano Silvestri, con gli interventi dei direttori "storici" Bonaventura Di Bello e Stefano Gallarini. I redattori sono: Paolo Besser, Davide Comunello, Ivan Conte, Andrea Della Calce, Matteo Lorenzetti, Massimo Monti, Massimo Nichini, Sergio Porcellini, Dario Ronzoni, Raffaele Sogni, Massimo Svanoni, Daniele Vergini e Gianluca Cardinali, capitanati dai vide-caporedattori Davide Tosini e Claudio Todeschini. Tra i collaboratori vanno citati Marco Auletta, Stefano Gaburri ed Alex Rossetto. Hai presente il Dream Team del 1992? Ecco.
Inutile dire che la prima cosa che salta all'occhio è la presenza del gioco allegato, indipendentemente dalla qualità o dal blasone di quello sparatutto (basato sull'omonimo fumetto franco-belga) in cel-shading che rispondeva al nome di XIII: in un'epoca, la nostra, nella quale la distribuzione digitale inizia sul serio a far la voce grossa, perlomeno in ambito PC, la presenza di un gioco su supporto fisico pare quasi roba antidiluviana. Soprattutto per una questione di appetibilità: fino all'altro ieri aveva senso correre in edicola a controllare quale videogioco fosse uscito in allegato alla propria rivista preferita; oggi invece esiste Steam con le sue offerte, e capita di portarsi a casa titoloni imperdibili ad una manciata di euri. Tutto bello, tutto fico, ma personalmente mi mancano tantissimo il cartoncino, la colla, la plastica da stracciare per liberare il gioco completo e la preziosa rivista. Ah, l'età.
L'allegro leone che, nell'artwork di copertina, manifesta gioia e gaiezza di fronte all'appetitosa torta dedicata al duecentesimo numero della rivista fu un gentile omaggio di Mulinello, al secolo Peter Molineux. In quel periodo infatti usciva sugli scaffali Black & White 2, il secondo capitolo del simulatore di divinità realizzato da Lionhead Studios, e fu grazie alle profferte del prode coordinatore editoriale dell'epoca che Mulinello, appunto il gran visir di Lionhead, offrì un'artista della compagnia per affrontare l'ardua impresa di disegnare la copertina di TGM. Mettici una torta, mettici un leone (che era non solo il simbolo del gioco, ma anche - chi l'avrebbe mai detto - il simbolo di Lionhead), ed ecco la tua bella copertina personalizzata. Nella sua recensione Massimo Nichini premiò il gioco (godibilissimo ancora oggi) con un 89.
Un altro gioco della Lionhead arrivava su PC in quel periodo, rispondeva al nome di Fable - The Lost Chapters e venne giudicato degno di un bel 91 da Massimo "XAM" Svanoni; tra gli altri giochi recensiti sul numero 200 ci furono Dragonshard di Liquid Entertainment (meritevole di un 80 secondo Stefano Gaburri), FIFA 06 di EA Sports (Davide "ToSo" Tosini dice 88), GT Legends di Simbin (voto 86, secondo Matteo "Elvin" Lorenzetti), Psychonauts di Double Fine Productions (che Emanuele "Shin" Scichilone esalta - giustamente - con un sonante 91), Bloodrayne 2 di Majesco (al quale un Paolo Besser evidentemente distratto dalle poppe della protagonista assegna un 78), Heroes of the Pacific di IR Gurus Interactive (voto 65, secondo Mauro "il Barone" Bossetti), e tanti altri.
Oltre alle classiche Bovabyte, TGM Mail e Talent Zone, tra le rubriche fanno il loro esordio sul numero 200 la TGM After, una sorta di riflessione a bocce ferme su videogiochi non più di primissimo pelo, l'Intro de il ToSo ai contenuti del mese e la sezione Last Minute, uno spazio "a metà strada tra le News e le Preview" (cit. Stefano Silvestri, TGM nr. 200, pag. 5); oggi farebbe sorridere (o piangere, dipende dai punti di vista) il concetto di "last minute" applicato ad una rivista cartacea. Uno speciale di 16 pagine celebra le "200 volte insieme" dei lettori con la loro rivista preferita, con una bella carrellata delle 199 copertine che avevano preceduto il numero 200, una serie di inquietanti foto d'annata ed una sezione di dediche autografe da parte di alcuni dei più importanti soggetti del settore, sia a livello italiano che a livello internazionale.
E così, mentre da qualche parte il povero Samuel Leo Fisher piange disperato in un angolino (questa citazione è criptica, vediamo chi la capisce), dopo 25 anni e 299 numeri siamo quasi arrivati al fatidico numero 300. E dire che stavolta non eri nemmeno distratto.
The Games Machine numero 200 esce nell'ottobre 2005: le pagine sono 172, il prezzo è di 8,70 €, l'editore è ovviamente Xenia e la rivista esce con allegati DVD (o CD-ROM) ed il videogioco completo XIII (esagerati! Un gioco su ben 4 CD! E che gioco!). L'onore e l'onere di scrivere l'editoriale in occasione della prestigiosa ricorrenza spetta al coordinatore editoriale e caporedattore Stefano Silvestri, con gli interventi dei direttori "storici" Bonaventura Di Bello e Stefano Gallarini. I redattori sono: Paolo Besser, Davide Comunello, Ivan Conte, Andrea Della Calce, Matteo Lorenzetti, Massimo Monti, Massimo Nichini, Sergio Porcellini, Dario Ronzoni, Raffaele Sogni, Massimo Svanoni, Daniele Vergini e Gianluca Cardinali, capitanati dai vide-caporedattori Davide Tosini e Claudio Todeschini. Tra i collaboratori vanno citati Marco Auletta, Stefano Gaburri ed Alex Rossetto. Hai presente il Dream Team del 1992? Ecco.
Inutile dire che la prima cosa che salta all'occhio è la presenza del gioco allegato, indipendentemente dalla qualità o dal blasone di quello sparatutto (basato sull'omonimo fumetto franco-belga) in cel-shading che rispondeva al nome di XIII: in un'epoca, la nostra, nella quale la distribuzione digitale inizia sul serio a far la voce grossa, perlomeno in ambito PC, la presenza di un gioco su supporto fisico pare quasi roba antidiluviana. Soprattutto per una questione di appetibilità: fino all'altro ieri aveva senso correre in edicola a controllare quale videogioco fosse uscito in allegato alla propria rivista preferita; oggi invece esiste Steam con le sue offerte, e capita di portarsi a casa titoloni imperdibili ad una manciata di euri. Tutto bello, tutto fico, ma personalmente mi mancano tantissimo il cartoncino, la colla, la plastica da stracciare per liberare il gioco completo e la preziosa rivista. Ah, l'età.
L'allegro leone che, nell'artwork di copertina, manifesta gioia e gaiezza di fronte all'appetitosa torta dedicata al duecentesimo numero della rivista fu un gentile omaggio di Mulinello, al secolo Peter Molineux. In quel periodo infatti usciva sugli scaffali Black & White 2, il secondo capitolo del simulatore di divinità realizzato da Lionhead Studios, e fu grazie alle profferte del prode coordinatore editoriale dell'epoca che Mulinello, appunto il gran visir di Lionhead, offrì un'artista della compagnia per affrontare l'ardua impresa di disegnare la copertina di TGM. Mettici una torta, mettici un leone (che era non solo il simbolo del gioco, ma anche - chi l'avrebbe mai detto - il simbolo di Lionhead), ed ecco la tua bella copertina personalizzata. Nella sua recensione Massimo Nichini premiò il gioco (godibilissimo ancora oggi) con un 89.
Un altro gioco della Lionhead arrivava su PC in quel periodo, rispondeva al nome di Fable - The Lost Chapters e venne giudicato degno di un bel 91 da Massimo "XAM" Svanoni; tra gli altri giochi recensiti sul numero 200 ci furono Dragonshard di Liquid Entertainment (meritevole di un 80 secondo Stefano Gaburri), FIFA 06 di EA Sports (Davide "ToSo" Tosini dice 88), GT Legends di Simbin (voto 86, secondo Matteo "Elvin" Lorenzetti), Psychonauts di Double Fine Productions (che Emanuele "Shin" Scichilone esalta - giustamente - con un sonante 91), Bloodrayne 2 di Majesco (al quale un Paolo Besser evidentemente distratto dalle poppe della protagonista assegna un 78), Heroes of the Pacific di IR Gurus Interactive (voto 65, secondo Mauro "il Barone" Bossetti), e tanti altri.
Oltre alle classiche Bovabyte, TGM Mail e Talent Zone, tra le rubriche fanno il loro esordio sul numero 200 la TGM After, una sorta di riflessione a bocce ferme su videogiochi non più di primissimo pelo, l'Intro de il ToSo ai contenuti del mese e la sezione Last Minute, uno spazio "a metà strada tra le News e le Preview" (cit. Stefano Silvestri, TGM nr. 200, pag. 5); oggi farebbe sorridere (o piangere, dipende dai punti di vista) il concetto di "last minute" applicato ad una rivista cartacea. Uno speciale di 16 pagine celebra le "200 volte insieme" dei lettori con la loro rivista preferita, con una bella carrellata delle 199 copertine che avevano preceduto il numero 200, una serie di inquietanti foto d'annata ed una sezione di dediche autografe da parte di alcuni dei più importanti soggetti del settore, sia a livello italiano che a livello internazionale.
E così, mentre da qualche parte il povero Samuel Leo Fisher piange disperato in un angolino (questa citazione è criptica, vediamo chi la capisce), dopo 25 anni e 299 numeri siamo quasi arrivati al fatidico numero 300. E dire che stavolta non eri nemmeno distratto.
The Games Machine nr. 200, ottobre 2005
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videogiochi
18.7.13
E' facile smettere di fumare se... 2
E' facile smettere di fumare se hai l'accortezza di intingere la punta di ogni tua sigaretta nella cacca di cane, prima di accenderla: in casi di dipendenza da tabacco di gravità media è consigliabile l'immersione della sigaretta nella cacca di cane dalla parte che si accende; in casi di dipendenza grave, però, è possibile intingere la sigaretta nella cacca di cane dalla parte che si mette in bocca (per ottenere un effetto più immediato, comprensibilmente). Cosa ti occorre: un cane; una sigaretta; una cacca di cane; un sacchetto raccogli-cacca (perchè le cacche dei cani si raccolgono!). Un metodo semplice e poco costoso per smettere di fumare!
Piccola nota a margine: qualora siate appassionati del video classico 2 Girls 1 Cup sappiate che, nel vostro caso specifico, questo metodo corre il rischio di risultare totalmente fallimentare.
E' facile smettere di fumare se...
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E' facile smettere di fumare se
17.7.13
Edinson Cavani, da Re di Napoli a ennesima figurina del PSG
Succede che ti chiami Edinson Cavani, sei un attaccante uruguaiano classe 1987 e grazie a 104 reti segnate in tre stagioni sei diventato il Re di Napoli.
Succede che un bel giorno di luglio, per la modica cifra di 64 milioni di euro, fai ciaociao con la manina a Napoli e ti ritrovi su un aereo per Parigi, destinazione il Paris Saint-Germain dello sceicco Nasser Al-Khelaifi. Succede anche che non hai la minima idea di quale squadra, l'anno scorso, sia arrivata seconda nel campionato francese (per quel che ne sai tu, potrebbe essere stato l'Olympique Champagne, oppure lo Stade Camembert, o il Saint-Salopette), ma tanto quello che interessa a te - quello che ti ha convinto ad emigrare nel prestigioso campionato francese - è stato il progetto del PSG.
Che poi, diciamocelo, a 15 milioni di euro a stagione ci credo anch'io, al progetto PSG. Anche se da Re di Napoli vado a fare semplicemente l'ennesima figurina dell'album dello sceicco.
Il progetto PSG.
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sport
15.7.13
La Lega Nord, Calderoli e...la strategia?
Cécile Kienge, per chi non lo sapesse, è il ministro dell'integrazione del Governo Letta. Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato della Repubblica (vicepresidentedelsenatodellarepubblica) e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, nel corso di un comizio davanti a 1500 (addirittura?) persone ha dichiarato: "quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango".
Nessuno mette in dubbio che quella di Calderoli volesse essere solamente una battuta simpatica, di buon gusto e divertente quanto basta (a chi non strapperebbe un sorriso l'essere paragonato ad un orango?...), ma mi preme sottolineare come nel nostro paese ci sia una piccola percentuale di persone che, di fronte ad una battuta del genere, non sia in grado di coglierne lo spirito guascone ma finisca per travisare il senso del lazzo, vedendoci sottintesi razzisti e xenofobi. D'altra parte anche la stampa ha dimostrato di non saper interpretare correttamente la raffinata ironia del Calderoli, rilanciando a nove colonne la faccenda dell'orango come se di mezzo ci fosse addirittura una mancanza di rispetto, o peggio un insulto a sfondo razzista.
Ecco, a me però viene un dubbio. Ma mi viene questo dubbio esclusivamente perchè sono sospettoso di natura, eh, mica per altro. Dicevo, mi viene il dubbio che una Lega Nord in totale crisi di consensi abbia deciso di tornare alle origini, andando ancora una volta ad arringare quella piccola percentuale di persone che, in Italia, ha sentimenti razzisti e xenofobi e quindi finisce per travisare il senso delle battute: visto che ho perso voti da una parte, torno ad essere una Lega "da battaglia" e vedo di recuperarli dall'altra, facile no? Ed ecco quindi le battutine che finiscono su tutti i giornali e su tutte le televisioni, e mentre gran parte del pubblico s'indigna c'è qualcun altro che - sotto sotto - si ritrova a pensare che paragonare una persona ad un orango sia una cosa legittima.
Strategia? Chi lo sa. Intanto c'è chi chiede le dimissioni di Calderoli dalla carica di vicepresidente del Senato della Repubblica. Quante storie! Se non si dimette uno che va (esempio) con una prostituta minorenne perchè si dovrebbe dimettere il vicepresidente del Senato della Repubblica...per una battuta? In fondo, siamo in Italia.
Siamo in Italia.
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politica
13.7.13
Royal Baby, l'Inghilterrra come l'Italia
Povero. O povera, insomma. Non è ancora nato (o nata), e già è circondato (o circondata) da figuri che nell'attesa della sua venuta si conciano come il due di picche o si lanciano in scommesse totalmente fuori di testa a proposito di questo e di quello. E un Paese intero è pronto a fermarsi per il Royal Baby, il primogenito del principe William e di Kate Middleton.
Se ci pensate, anche in Italia abbiamo il nostro bel Royal Baby. Leggermente attempato, ma a ben guardare anche lui in attesa di un evento che potrebbe sancirne non la nascita, ma la morte politica; anche lui ha intorno una quantità di gente che si concia come il due di picche; anche sul suo futuro è un fiorire di scommesse su chi cadrà e su chi resterà in piedi se succederà questo o quello. Infine, anche se per lui non si è (ancora) fermato un Paese intero, quantomeno solo per lui si sono sospesi i lavori al Senato.
Dura la vita dei Royal Baby, vero?
Se ci pensate, anche in Italia abbiamo il nostro bel Royal Baby. Leggermente attempato, ma a ben guardare anche lui in attesa di un evento che potrebbe sancirne non la nascita, ma la morte politica; anche lui ha intorno una quantità di gente che si concia come il due di picche; anche sul suo futuro è un fiorire di scommesse su chi cadrà e su chi resterà in piedi se succederà questo o quello. Infine, anche se per lui non si è (ancora) fermato un Paese intero, quantomeno solo per lui si sono sospesi i lavori al Senato.
Dura la vita dei Royal Baby, vero?
Se fosse femmina chiamatela Scozia, se fosse maschio Galles. In italiano funziona...
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cronaca
8.7.13
Papa Francesco e i suggerimenti per la regia
Ho un piccolo suggerimento per le tivvù che si trovino a documentare le uscite pubbliche di Papa Francesco, ed in particolare per i registi delle trasmissioni: quando Bergoglio parla, non inquadrate lui e nemmeno la folla osannante, tanto sappiamo benissimo che il Papa ha un volto sorridente e che chi accorre ad ascoltarlo viene rapito dalle sue parole.
No, quando Papa Francesco dice cose come "a me fa male quando vedo un prete o una suora con un’auto di ultimo modello: non si può", o cose come "quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore", o cose come "noi possiamo camminare quanto vogliamo, noi possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una ONG assistenziale, ma non la Chiesa, Sposa del Signore", o ancora cose come "una Chiesa ricca non ha vita. San Pietro non aveva un conto in banca", una regia televisiva sapiente dovrebbe immediatamente inquadrate gli alti papaveri del Vaticano.
Inquadrateli ad uno ad uno e lasciateci fare il giochino di riconoscere non tanto le espressioni di approvazione (che non ho dubbi siano numerose), quanto i sorrisi a denti stretti, il disagio malcelato, la sorpresa che esplode all'improvviso, il sacro terrore di chi teme di perdere i propri privilegi e che senza volerlo dichiara al mondo la propria inadeguatezza a rivestire una carica all'interno della Chiesa che vorrebbe Papa Francesco...della Chiesa che occorre alla Chiesa per sopravvivere nel mondo moderno.
Perchè diciamocelo: non è certo con le messe cantate accompagnate dalla chitarra (una cosa che, pur avendola vista solo in televisione, ovviamente per sbaglio, a me ha sempre dato l'orticaria) che si riportano i giovani in chiesa. I giovani si attirano con l'esempio dato camminando sulla stessa strada della gente comune, ed è quello che pare aver sempre saputo questo Papa che - pensa te - sta simpatico anche a chi non crede.
Le canta e li suona.
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cronaca
7.7.13
Andy Murray vince a Wimbledon
Dopo 77 anni di attesa finalmente i sudditi di Sua Maestà possono festeggiare la vittoria di un tennista britannico a Wimbledon (l'ultima risaliva al 1936, quando a vincere era stato il mitico Fred Perry): a sollevare il trofeo in questo anno di grazia 2013 è infatti stato il tennista scozzese Andy Murray, che in finale ha sconfitto il numero 1 del mondo Novak Djokovic per 3 set a 0 (6-4, 7-5, 6-4).
Mi congedo da questa notiziona chiedendomi se tra altri ottant'anni la gente indosserà mutande - oppure polo - marcate Andy Murray.
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sport
Un nuovo trailer per Project C.A.R.S.
Nuovo trailer "amatoriale" (cioè realizzato da un appassionato, ovvero il talentuoso JonZ) per Project C.A.R.S., il simulatore di guida di Slightly mad Studios che vedrà la luce nel corso del 2014: stavolta siamo dalle parti di Montecarlo, anche se per ragioni di licenza il circuito presente nel gioco è chiamato "Azure Circuit". Il trailer è stato realizzato sulla Build 484, e basta aggiungere che attualmente siamo arrivati alla 510 per capire come il lavoro sul prodotto sia febbrile e costante.
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6.7.13
Project C.A.R.S.: iniziata la migrazione su Steam
Project C.A.R.S., la migrazione su Steam è iniziata: dal 5 luglio i membri di World of Mass Development di qualsiasi livello possono riscattare sulla piattaforma di distribuzione digitale di Valve la loro licenza per il simulatore di guida attualmente in sviluppo presso Slightly Mad Studios.
Project C.A.R.S. è previsto in uscita nel corso del 2014, ed è stato appunto finanziato tramite la piattaforma World of Mass Development tramite le vendita di licenze di diverso livello, ognuna delle quali permetteva di scaricare il gioco ed i successivi aggiornamenti (più o meno frequenti, a seconda del livello di licenza acquistato) tramite un downloader dedicato. Gli aggiornamenti verranno da ora in avanti rilasciati tramite Steam su base mensile, ed in parallelo anche tramite il vecchio sistema (ma soltanto per alcune settimane). Per ottenere aggiornamenti più frequenti (esattamente come accade ora, con aggiornamenti rilasciati a cadenza settimanale, bi-settimanale e quotidiana a seconda del livello della propria licenza) sarà necessario selezionare una versione BETA del gioco, ovviamente facendo attenzione a scegliere una versione alla quale si abbia il diritto di giocare, perchè in caso contrario sarà possibile scaricare l'aggiornamento, ma non utilizzarlo.
Da sottolineare come Project C.A.R.S. su Steam utilizzi di default le DirectX 9: per avviare il gioco in modalità DirectX 11 sarà necessario aggiungere la stringa "-dx11" (senza le virgolette) alle opzioni di avvio. Altro dettaglio, e nel mio caso si tratta di un dettaglio...da 11.5 GB: una volta disinstallato il gioco - e nell'attesa che Steam completi il download e la nuova installazione - fate un salto alla cartella C:\Users\nomeutente\Documents\CARS ed eliminatela; in ogni caso, qualora si disponesse di sufficiente spazio su disco, è possibile mantenere entrambe le versioni, le quali condivideranno il medesimo profilo utente. Infine, dal momento che quel pigrone di Steam non provvede, viene consigliato per ragioni di compatibilità di procedere manualmente alla periodica cancellazione del proprio profilo utente (cosa che, utilizzando il vecchio metodo di aggiornamento, veniva invece proposta).
Sui forum di WMD è ovviamente disponibile un pratico thread dedicato alle FAQ, consultabile a questo indirizzo. Buona migrazione a tutti!
Sui forum di WMD è ovviamente disponibile un pratico thread dedicato alle FAQ, consultabile a questo indirizzo. Buona migrazione a tutti!
It's Steam time!
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Partono i saldi estivi: Apocalisse rinviata?
29 giugno: Trentino.
2 luglio: Basilicata e Campania.
Oggi, sabato 6 luglio 2013: tutto il resto d'Italia. Partono i saldi estivi.
Riusciranno i nostri eroi, con sconti ecceziunaliveramente e articoli di grido in superofferta a risollevare le sorti di un anno maledetto dal punto di vista dei consumi, crollati sotto la suola delle scarpe ed oltre? Ma soprattutto, riusciranno i nostri super-eroi cassintegrati-mobilitati-disoccupati-sfruttati-sodomizzati-presiperilculizzati-esodati a trovare la forza, la voglia e pensa un po' anche i soldi per andare a fare shopping?
Dalle vetrine dei negozi, sulle riviste, dalle pagine dei cataloghi e dalla fuffa pubblicitaria che chissà come mai ti ritrovi sempre e comunque nella cassetta della posta ti guardano questi ebeti imbellettati, carichi di pacchetti come somari e accompagnati da strafiche - finte come un pinguino a Rimini d'estate - venuti evidentemente da una dimensione parallela solo per prendere per il culo e farsi quattro risate alle nostre spalle. E noi? Noi siamo immersi negli escrementi fino al collo...però partono i saldi. Gioia. Apocalisse rinviata di una stagione.
Saldi. Mortali.
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4.7.13
L'Egitto getta la maschera
Ad un anno dalle elezioni che avevano portato al potere il partito Libertà e Giustizia, emanazione del movimento dei Fratelli Musulmani, l'Egitto è nuovamente nel caos: i militari hanno deposto l'ormai ex-Presidente Morsi, mentre nelle piazze sono radunati i sostenitori delle opposte fazioni.
Da un lato abbiamo i variopinti manifestanti del Tamarod (termine che significa "ribellione"), che dal palcoscenico di Piazza Tahrir, al Cairo, con la loro protesta contro la situazione disastrosa dell'economia del Paese e contro la presunta deriva dittatoriale presa da Morsi & Co. hanno servito ai militari su un piatto d'argento l'occasione per intervenire ancora una volta sullo scacchiere politico egiziano, con un ultimatum prima e con gli arresti domicialiari di Morsi poi. Mentre il popolo festeggia con balli, luci e fuochi artificiali quella che sembra essere una sua grande vittoria, i soliti poteri forti festeggiano a loro volta l'uscita di scena di un Presidente che stava trascinando l'Egitto verso una crisi sempre più devastante.
Dall'altra parte abbiamo i sostenitori dell'ormai ex-Presidente, che dal quartiere di Nasr City (sempre al Cairo) fanno sentire la loro voce da un palco montato accanto ad una moschea: loro vogliono solo uno stato islamico, non accetteranno un presidente che non sia islamico e se necessario sono pronti a fare sentire la loro voce anche con la violenza, combattendo nel nome di Allah non per difendere l'Egitto ma per difendere l'Islam. I giornalisti, e sopratutto i giornalisti occidentali, non sono bene accetti da quelle parti a causa di una loro supposta parzialità a favore dei "ribelli" del Tamarod, nelle cui fila secondo loro trovano posto tutti i cristiani del Cairo ed i corrotti del vecchio regime di Mubarak...e ovviamente in questa cospirazione cè di mezzo anche Israele.
Insomma, l'Egitto ha gettato la maschera. Anzi, le maschere. E sono sempre, inevitabilmente le stesse.
Egitto: cadono le maschere.
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3.7.13
The Witcher 3: Wild Hunt, il making of del trailer
Niente da dire: questi signori di CD Project RED riescono a strappare una risata e numerosi mugugni di approvazione anche con un "semplice" video dedicato al making of del trailer "The Beginning" del loro prossimo capolavoro annunciato, The Witcher 3: Wild Hunt. Notevole. E credo che una capatina in Scozia valga lo sbattimento.
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2.7.13
Come non usare le DEM: profilami 'sto target!
Ah, che bello ricevere tanta bella pubblicità sulla propria casella di posta elettronica! Ah, sicuramente una bella DEM è il metodo più sicuro ed efficace per aumentare il proprio giro d'affari, raccogliendo per la rete tanti nuovi clienti desiderosi di spendere il proprio denaro! Ma voi lo sapevate che addirittura il 91,5% degli Italiani possiede un computer, uno smartphone o un tablet, e che l'84,3% degli Italiani ha accesso ad Internet? No? Bene, ora sapete anche che il 7,2% degli italiani è cerebroleso, perchè possiede un computer, uno smartphone o un tablet...e non ha l'accesso a internet.
C'è però una cosa che non capisco. Una DEM per funzionare deve colpire nel segno, cioè deve essere inviata ad un potenziale cliente e non ad un contatto qualsiasi che, molto più probabilmente, nel riceverla tirerà giù qualche santo dal paradiso e cliccherà su "segnala come spam". Ebbene, in tre giorni ho ricevuto dal medesimo soggetto prima una bella proposta per trasformare la mia vasca in una doccia, e poi un'offerta per passare al fotovoltaico: inutile dire che non è che fremessi dalla voglia di trasformare la vasca in doccia (spiacente, ho già la doccia) o di installare sul balcone dei bei pannelli fotovoltaici.
Probabilmente queste comunicazioni sono state profilate tenendo in considerazione il sesso, l'età e la provenienza territoriale dei vari contatti, ma questo sfortunatamente non esclude il fatto che, come me, tanti altri destinatari si saranno inalberati dopo aver ricevuto due email pubblicitarie rispetto alle quali non nutrivano alcun interesse, in soli tre giorni (te lo insegnano all'asilo che, in questi casi, insistere non fa mai bene). Sarebbe infine bello capire da dove abbiano preso il mio indirizzo questi signori, in modo da cancellarmi dai database dei lori clienti.
Che poi, intendiamoci, di fronte a queste cose io mica mi inalbero a priori: se mi avessero inviato una mailing list sul tonno sott'olio e una mailing list sulla filmografia completa di Sasha Grey in DVD saremmo stati tutti contenti. Ma evidentemente per i miracoli non siamo ancora attrezzati.
Spam, quello buono.
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spam
28.6.13
The Games Machine verso il numero 300 - Il numero 100
Succede che ti volti un attimo e sono passati 25 anni: il numero 1 di The Games Machine, "rivista ibrida tra recensioni italiane e testi tradotti dall'omonima rivista inglese" (cit. Paolo Besser, TGM nr. 100, pag.34), usciva infatti nel settembre del 1988; ebbene, ti sei voltato un attimo e, da qui a due mesi, in edicola arriverà il nr. 300 (settembre 2013) di quella che è la rivista più amata dai videogiocatori PC, e che comprensibilmente vanta il titolo di rivista del settore più longeva ad essere ancora pubblicata in Italia. Mi pare, ad occhio, un'ottima occasione per rispolverare (in senso quasi letterale) i precedenti "numeri centenari".
The Games Machine numero 100 esce nel settembre 1997 con un numero speciale da 256 pagine (ai tempi, un nuovo record sul numero di pagine complessivo, per la rivista), costa lire 14.900, contiene PC CD-ROM e l'editore è ovviamente Xenia. Il direttore esecutivo è Max Reynaud, che nell'editoriale si bulla per la copertina argentata. A leggere l'elenco dei redattori viene da pensare che il buon Max fa decisamente bene a bullarsi (ma non leggetelo, questo elenco, se siete facili alla commozione): capitanati dal vice-caporedattore Stefano Silvestri abbiamo Marco Auletta, Alex Rossetto, Andrea Della Calce, Mirko Marangon, Massimo Svanoni, Marco Re Depaolini, Mauro Bossetti, Alessandro La Spada, Davide Solbiati, Davide Corrado, Paolo Besser, Stefano Lisi, Jacopo Prisco, Massimo Nichini, Andrea Fattori, Emiliano Nencioni, Fabio Simonetti, Matteo Esposito, Alex Polli ed un Raffaele Sogni che all'epoca era in partenza per il servizio militare. Un elenco da leggere come si leggerebbe la formazione dell'Italia campione del mondo 1982, con un "olè" ad accompagnare ogni nome.
La prima cosa che salta all'occhio, anche per ragioni prettamente nostalgiche, è la quantità spropositata di pubblicità presente sulla rivista: ci sono le pagine con i cataloghi dei negozi, quelle che erano scritte fitte fitte che ti ci perdevi dentro a fantasticare su tutti quei videogiochi messi in fila uno dopo l'altro; ci sono poi le pagine dedicate alle nuove uscite, e sono monopolizzate dai distributori Leader Spa (defunta) e Software&Co (defunta): se la prima attacca con Actua Soccer 2, Broken Sword II: la maledizione dei maya, StarCraft, Imperialism, o Star Trek: Generazioni, la seconda risponde con Blood Omen: Legacy of Kain, Hexen II, Dark Reign: the future of war, Search and Rescue...e potrei andare avanti per ore. Sembra - anzi è - un'era fa. Un altro mondo, in molti sensi.
Il numero 100, dunque. Per festeggiare degnamente l'evento, Paolo Besser presenta nientepopodimenoche uno specialone da 50 pagine (cinquanta pagine!!!), nel quale sono citati tutti i 99 numeri della rivista, con tanto di copertine, breve riassunto dei contenuti e spallette con brevi approfondimenti dei giochi più in voga all'epoca. Una carrellata unica su 10 anni di videogiochi, da un punto di osservazione decisamente priviliegiato. Osservando tante di quelle copertine viene da pensare che, una volta, gli artwork dei videogiochi non erano mica belli come quelli che vengono prodotti ai giorni nostri, e che sicuramente a quei tempi esistevano dei colori che oggi si sono estinti (LoL); d'altro canto i videogiochi forse - quelli si - erano meglio. Questione di allocazione delle risorse? O la solita storia del "si stava meglio quando si stava peggio"?
Se andiamo a guardare le recensioni pubblicate su quel mitico numero 100, però, si capisce che quando si stava peggio...si stava meglio sul serio: Andrea "IL BAMBINO MAO" Della Calce premia con un 93 Lands of Lore: Guardians of Destiny di Westwood Studios, e con un 91 Broken Sword II: the smoking mirror di Revolution; FBS affibbia un buon 88 globale a Constructor di System 3 ed un 94 a Links LS '98 di Access; Mauro "il Barone" Bossetti assegna un tondo 90 a Trucks di Microfolie's, ed un 89 a iF-22 di Interactive Magic; XAM recensisce Agent Armstrong di King of the Jungle, e gli da 91; Guts 'n' Garters di Ocean prende un 84 da Massimo "NKZ" Nichini; Stefano Silvestri premia con un 92 Virtua Fighter 2 di SEGA, e con un 90 Ignition di UDS; Stefano Gaburri si limita ad un poco lusinghiero 79 per Atomic Bomberman di Interplay; Puzzle Fighter II Super Turbo di Capcom si piglia un 92 da Jacopo Prisco; Il Muppet nell'Isola del Tesoro di Activision prende 91 da Alessandro La Spada...eccetera, eccetera, eccetera.
Un numero 100 di The Games Machine ricchissimo, insomma: ci sono anche le Voci di Corridoio (lo sapete che Memphis, la nuova versione di Windows, uscirà nel 1998?), le Amiga News, la zona Talent Scout, l'angolo dei Bovabyte, la Music Machine, TGM Movie, TGM Mail...e tanti, tanti ricordi. Che anche se ti sei voltato un attimo, quando ti giri sono ancora lì ad aspettarti.
The Games Machine nr. 100, settembre 1997
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25.6.13
Far West Road 14 - Gente di merda in auto color merda
Mattinata di sole, traffico nella norma; davanti ho un'automobile Peugeot 3008 il cui colore - piuttosto discutibile, dico la verità - mi ricorda decisamente quello delle feci. "E' proprio un'auto color merda", mi ritrovo a pensare mentre mi scappa da ridere. E mentre ridendo sprofondo in questi pensieri altamente educativi, ecco che dal finestrino del passeggero della suddetta auto color merda, in un baluginare di riflessi verdi ed argentei scintillii, vola una bella manciata di cartacce. Sbando leggermente, e per la sopresa e per l'inusitata quantità di spazzatura che ho appena visto volar fuori dalla Peugeot color merda. A quel punto li vedo.
A bordo sono in due. L'autista inforca dei tamarrissimi occhialini da sole su una faccia che grida "ignorante!" da tutti i pori; il passeggero, ovvero l'idiota che poco fa ha gettato fuori dal finestrino la spazzatura che aveva in tasca (...o molto più probabilmente nel cervello) come se fosse la cosa più normale di questo mondo, è un ex-crinemunito che ormai ha in testa solo pochi capelli moribondi, e lo intuisco dal misero ciuffo o dal riporto che si solleva a causa della folata entrata dal finestrino abbassato. Per una manciata di chilometri non riesco a togliermi dalla testa il pensiero che nell'auto davanti a me ci siano due incivili disadattati che hanno reso il mondo in cui anche io vivo un posto peggiore, o quantomeno ancora più sporco. Poi svolto e li perdo di vista.
Insomma: mattinata di sole, traffico nella norma e soprattutto gente di merda in auto color merda.
Color merda.
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far west road
22.6.13
Borghezio, la Lega Nord e le vere puttane©
A quanto pare, per motivi ancora da chiarire, il ministro Josefa Idem non avrebbe pagato l'IMU su un'abitazione di sua proprietà. Approfittando di questa ghiotta occasione, e avendo già giocato la carta degli immigrati da disinfettare, l'eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio ha deciso di ricordare a tutti che, nonostante gli ultimi drammatici risultati elettorali, la Lega Nord esiste ancora.
Questo il commento sull'affaire Idem: "Io non ce l'ho con la signora Kyenge, ce l'ho
invece contro questa ministra Idem. Forse le vere puttane non sono
quelle che esercitano la professione, sono quelle piene di ipocrisia,
politicamente parlando, che dicono una cosa e ne fanno un'altra. Forse
le vere puttane sono certi personaggi, donne ma anche uomini, che
prostituiscono la funzione di servizio che chi ha uno stipendio pubblico
dovrebbe sentire di avere nei confronti dell'azienda che li paga,
dell'istituzione che gli da anche degli onori e dei piccoli privilegi o
dei grandi privilegi".
La Lega ha immediatamente preso le distanze da tali dichiarazioni, ma viene da chiedersi se non sia necessario prendere le distanze dal dichiarante, una volta tanto. Così, giusto per evitare di iniziare a scavare...dopo essere ormai affondata del tutto.
Bravo Borghezio, continua così!
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21.6.13
E' facile smettere di fumare se... 1
E' facile smettere di fumare se hai scaricato sul tuo smartphone di terzultima generazione il video completo della discesa in campo di Silvio Berlusconi, nel 1994, ed ogni volta che accendi una sigaretta schiacci il tasto PLAY. Personalmente, una volta iniziata tale singolare terapia anti-tabacco, ho smesso completamente di fumare dopo la 6a sigaretta; sono però convinto che sia possibile ottenere risultati anche migliori.
Piccola nota a margine: in precedenza avevo tentato il medesimo esperimento con il video classico 2 Girls 1 Cup, ma l'esperimento si era concluso in maniera totalmente fallimentare.
E' facile smettere di fumare se...
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E' facile smettere di fumare se
18.6.13
MoVimento 5 Stelle: quali alternative?
La resa dei conti. Intendiamoci, la mia personalissima resa dei conti: il MoVimento 5 Stelle, che perlomeno nelle intenzioni mi sembrava l'unica scelta decente alle ultime elezioni, per quel che mi riguarda ha finito per smarrirsi in un calderone di chiacchiere, rifiuti, diktat, insulti e confusione.
Ci mancava solo quella che - alla fin della fiera - non può che apparire come la pretesa di riproporre la tesi dell'infallibilità papale stavolta applicandola alla persona di Beppe Grillo, apparentemente l'unico dotato della facoltà di dire quello che pensa all'interno del movimento stesso, e l'unico ad essere intoccabile; la vicenda legata alla senatrice Adele Gambaro, colpevole di aver criticato Grillo e la cui espulsione dal MoVimento sarà votata dalla rete (sarà un successo, come per le Quirinarie?...), è emblematica in tal senso - e non me ne vogliano i grillini se la storia del regolamento interno non mi convince. Se Grillo commette un errore non è possibile criticarlo? Se Grillo chiedesse ai suoi parlamentari di buttarsi dalla finestra loro si butterebbero dalla finestra senza fiatare? Mah, probabilmente si (ma non prima di aver fatto una bella scissione interna).
L'ho detto e lo ripeto: solo i fessi non cambiano mai idea, e a giudicare dall'aria che tira direi di non essere l'unico ad essersi pentito di aver votato il MoVimento 5 Stelle. C'è però una cosa che non tollero: i corvi che si gettano sulla carcassa al grido di "io l'avevo detto, era da irresponsabili votare per un partito di proprietà di un comico". Amici, cari amici che a differenza di me e di tanti altri italiani siete persone responsabili e sicure delle vostre convinzioni, potreste cortesemente dirmi quale era e - soprattutto - quale è l'alternativa al M5S? La sinistra? Quella sinistra palesemente incapace di parlare a gran parte dell'elettorato? La destra? Quale destra? Questa destra? L'astensione, ovvero l'unica scelta che a priori imporrebbe poi di tacere quando si discute di politica?
Al punto in cui siamo giunti, quale alternativa c'è al MoVimento 5 Stelle? Esiste una alternativa? Perchè è inutile girarci intorno: il movimento di Grillo ha cavalcato una protesta che poi - a mio parere - non è riuscito a domare trasformandola in proposta. Ma la protesta c'è, rimane bella viva. E' la proposta che non vedo, è una proposta...me ne basta una, per dio...che non riesco a scorgere. E sono convinto che fare finta di nulla - questo si - sia davvero da irresponsabili.
Cosa c'era tra le stelle? Il vuoto cosmico. Dovevo saperlo.
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politica
Zanzara: la soluzione al problema
Zanzara: il nemico pubblico numero uno nella calda estate degli italiani.
Quando arriva la caldazza, infatti, il dilemma si fa atroce: se resti in casa, muori dal caldo; se esci, ti divorano le zanzare. Finalmente, dopo anni di tentativi andati clamorosamente a vuoto, è stata finalmente trovata la soluzione definitiva al problema: è sufficiente fare entrare le zanzare in casa, e poi uscire.
Zanzara: finalmente scoperta la soluzione definitiva al problema.
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appunto
17.6.13
MoVimento 5 Stelle: è stato bello finchè è durato
Oddio, la senatrice Adele Gambaro ha criticato Grillo. Mamma mia. Addirittura.
Che fanno quelli del MoVimento 5 Stelle? Una bella riunione per decidere tutti insieme se buttarla fuori dal MoVimento, oppure no: ovvio. Però questa riunione non la mandano mica in streaming, nono. Fanno tutto a porte chiuse, giusto per dare ragione ai soliti stronzetti sospettosi che "quelli adesso va a finire che si scannano a vicenda". Ma non erano loro quelli trasparenti? Mah, si vede che avevo capito male io.
In ogni caso, riunione fatta e - incredibbbile! - a larga maggioranza l'assemblea di deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle ha deciso di demandare alla rete la decisione sull'espulsione della senatrice rea di...lesa maestà. Nel frattempo continua il bel clima da trincea, con i grillini che dopo aver litigato sulla restituzione della diaria sembrano non aver nulla di meglio da fare che - appunto - trincerarsi contro tutti i media italici, colpevoli di fare (dis)informazione a loro svantaggio...solo che stavolta a quanto pare gli attacchi arrivano anche da dietro le linee amiche, con continui malumori circa il ruolo - e le esternazioni - di Grillo.
Dici (tu, militante 5 Stelle che dovessi capitare per caso qui): ecco il solito ingenuo che crede all'informazione di regime, e dunque vede solo l'ago di qualche piccola scaramuccia interna e non ha notato la trave di tutte le cose buone realizzate dal MoVimento fino a questo punto. Dico: ragazzuoli, sono spiacente ma questo è quello che emerge (e potete continuare ad insultare i giornali e le televisioni finchè avrete voce, la faccenda non cambia): l'immagine è quella di un movimento che improvvisamente si è trovato a dover far fronte ad un successo elettorale non preventivato e - viene da pensare - non del tutto voluto, un movimento nel quale è vietato esprimersi contro Grillo, anche quando sbaglia e danneggia il movimento stesso.
Un MoVimento che ha avuto anche l'occasione di andare al governo, e che per motivi a me incomprensibili l'ha buttata alle ortiche con la supponenza di chi crede di avere il coltello dalla parte del manico, ed invece si sta accoltellando. O meglio: un'occasione buttata per motivi comprensibilissimi, ovvero per la necessità di mantenere la promessa di non allearsi mai con i cattivi (i politici), da qualsiasi parte essi dovessero arrivare, hai visto mai che poi perdi parte del tuo elettorato. Così, mentre ti aspettavi perlomeno un'opposizione forte e netta, ti sei ritrovato per le mani le litigate sulla diaria, deputati e senatori che non si concedevano ai media mentre Grillo di questi media diceva peste e corna, ed un'Adele Gambaro a caso messa sotto accusa per aver criticato Grillo.
Mamma mia. Addirittura. E che faccio io? Mi arrendo, mi arrendo a quello che era un dubbio, ed ora è diventata l'evidenza di aver sbagliato il mio voto, ed ora come ora mi viene da pensare che la prossima volta, probabilmente, mi converrà andare al mare, e non pensarci. Eh già: solo i fessi non cambiano mai idea.
Evviva, mi arrendo.
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politica
Sky Sport: Cristiano Lucarelli nuovo allenatore del Perugia
Cristiano Lucarelli sarà il prossimo allenatore del Perugia al 99%.
I giornalisti di Sky Sport, nel fare i complimenti a Cristiano Lucarelli che con gli Allievi Nazionali del Parma ha raggiunto la finale-scudetto dopo aver eliminato la Juventus in semifinale, hanno parlato del tecnico riferendosi a lui come il prossimo allenatore del Perugia.
La voce si era sparsa qualche giorno fa, e nonostante l'ottimismo dei giornalisti di Sky al momento non c'è ancora l'ufficialità; probabilmente si attenderà la conclusione delle finali di Chianciano 2013 per annunciare il matrimonio tra il Perugia di Santopadre e Cristiano Lucarelli. Un matrimonio che - vista anche l'assenza di voci circa altri papabili per la panchina del Grifo - si farà al 99%...un numero, una garanzia, insomma.
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16.6.13
Il Carpi promosso in Serie B
Pareggiando la finale di ritorno sul difficile campo del Lecce, il Carpi ha raggiunto una incredibile e meritatissima promozione in Serie B: per i biancorossi si tratta della prima volta in cadetteria. E' stata invece disastrosa la stagione del Lecce, partito (dopo la retrocessione in seguito allo scandalo del calcio-scommesse) per spaccare il posteriore ai passeri e finito (in molti sensi) con le immagini vergognose trasmesse in diretta da Raisport dei tifosi salentini che alla fine della gara invadevano il campo ed iniziavano a picchiare chiunque capitasse loro a tiro, senza peraltro trovare opposizione da parte delle forze dell'ordine: speriamo di non ritrovarceli nello stesso girone, la prossima stagione.
Fanno in ogni caso riflettere le parole spese, a caldo, dal presidente Tesoro ai microfoni di Raisport: secondo il presidente del Lecce, poche squadre in Lega Pro potrebbero vantare un pubblico simile. A parte il fatto che parole del genere forse (ma forse, eh) non sono le più indicate da pronunciare, mentre i tuoi tifosi stanno invadendo il campo con evidenti intenzioni poco amichevoli (...), in ogni caso il presidente del Lecce avrebbe fatto bene a fare qualche capatina allo stadio Curi, quest'anno e non solo; magari avrebbe cambiato idea sulla pretesa unicità del pubblico giallorosso.
En passant, è bene citare anche l'altra storica promozione in Serie B: quella del Latina, che ha (ab)battuto con il risultato di 3-1 il simpaticissimo Pisa ai supplementari, ed è dunque arrivato per la prima volta nella sua storia - appunto - in Serie B. Peccato Pisa, mancava così poco...
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14.6.13
Cristiano Lucarelli nuovo allenatore del Perugia?
Cristiano Lucarelli, attualmente sulla panchina degli Allievi Nazionali del Parma (che oggi, nell'ambito delle Final Eight scudetto, saranno impegnati a Chianciano contro la Roma nel tentativo di conquistare un posto in semifinale), sarebbe in procinto di sedere sulla panchina del Grifone, rimasta orfana dopo la separazione dall'ex tecnico Camplone.
Lucarelli dal 1993 al 1995 è stato un giocatore del Perugia, quando grazie a 55 reti segnate con la squadra primavera si conquistò le attenzioni del tecnico dei Grifoni del periodo, Ilario Castagner, il quale gli diede alcune opportunità di giocare con la prima squadra. Nel 1995 passò al Cosenza, nell'ambito dell'operazione che portò Marco Negri in Umbria.
Se son rose...
Cristiano Lucarelli nuovo allenatore del Perugia?
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11.6.13
South Park: The Stick of Truth domina l'E3 2013
Premesso che voglio imparare la Nagasaki così da sistemare qualche piccolo conto in sospeso, bisogna ammettere che l'E3 2013 ha già virtualmente un gioco che si innalza al di sopra di tutta la marmaglia di prodotti che in una maniera o nell'altra partecipano alla fiera: South Park: The Stick of Truth (South Park: Il Bastone della Verità nell'italico idioma) di Ubisoft.
Dopo aver rischiato la pelle a causa del fallimento a sorpresissima di THQ il gioco era passato sotto le insegne di Ubisoft, e nonostante queste vicissitudini pare che i ragazzi di Obsidian Entertainment abbiano ancora tutte le intenzioni di regalare al pubblico un raffinatissimo capolavoro. Nagasaki!
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Rocksmith: All-New 2014 e Jerry Cantrell
All'E3 di Los Angeles (non all'E3 di Busto Arsizio, meglio specificare) durante la conferenza di Ubisoft è stato presentato Rocksmith: All-New 2014. Di norma dedicherei tanta attenzione a questa tipologia di prodotti quanta ne dedicherei allo spareggio promozione in terza categoria del campionato regionale di tamburello femminile, ma la presenza del cortocrinito Jerry Cantrell sul palco - da sola - rende il nuovo Rocksmith degno di attenzione.
Oddio, in effetti anche la presentatrice Aisha Tyler rende il gioco degno di attenzione.
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E' in lavorazione un nuovo Mirror's Edge
Quanto vi manca l'inquadratura ballerina di Mirror's Edge? Ecco, nel caso ne sentiate la mancanza, sappiate che DICE ha annunciato al mondo (ovviamente all'E3 2013) che è in lavorazione un nuovo Mirror's Edge, sviluppato su Frostbite Engine 3 e diretto neanche a farlo apposta a PlayStation 4, Xbox One e PC.
Anche se pareva brutto metterci un "2" nel titolo, sappiate che la protagonista del primo episodio c'è ancora, in tutta la sua orientaleggiante bellezza resa ancora più orientaleggiante ed ancora più bella dalle magie del nuovo motore grafico. Insomma, finche c'è Faith c'è speranza.
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Un trailer anche per Dragon Age: Inquisition
All'E3 di quest'anno Electronic Arts ha proprio deciso di non farsi mancare nulla, ha presentato pure un video di Dragon Age: Inquisition, in uscita a fine 2014 e mosso dal potenterrimo Frosbite Engine 3. Inquisition sarebbe il terzo capitolo della serie, e a me sorge il dubbio del perchè EA sembri non voler aggiungere alcuna numerazione al titolo del gioco.
Sarà mica che Dragon Age 2 a suo tempo aveva sollevato qualche leggerissima critica da parte di un pubblico che si aspettava un seguito all'onorevolissimo Dragon Age: Origins, e invece s'era ritrovato tra le mani un giochino senza lode e senza lode? Chissà. L'impressione è che infilare a tradimento una Morrigan a caso nel trailer di questo Inquisition non basterà. Ci vuole e ci vorrà ben altro.
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Star Wars: Battlefront di DICE esiste, chi l'avrebbe mai detto
34 secondi di preview, ovviamente dall'E3, per presentare al mondo Star Wars: Battlefront, che poi sarebbe il terzo capitolo di una saga i cui fans da tempo chiedevano notizie, sviluppato da DICE su motore Frostbite Engine 3. Come dici? Disney ha chiuso Lucas Arts e a te la gioia resta comunque strozzata in gola? Chi l'avrebbe mai detto.
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10.6.13
Primo trailer di gameplay per The Witcher 3: Wild Hunt
Direttamente dall'E3, arriva il primo trailer di gameplay per The Witcher 3: Wild Hunt, terzo ed ultimo capitolo della trilogia firmata CD Project RED che arriverà su PC, PlayStation 4 e Xbox One nel corso del 2014. Per ora, posso dire solo: grafica notevole.
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8.6.13
Gaming PC: poche speranze, ma buone
Un ciclo è finito, e con un leggero ritardo rispetto alle aspettative siamo alfine giunti all'alba di una nuova next-gen: quest'inverno arriveranno nelle nostre case le nuove console da salotto di Sony e Microsoft, la PlayStation 4 e l'Xbox One, con tutto quel che ne consegue per il mercato PC. E quel che ne consegue non è buono. Quali e quante speranze ha dunque il gaming su PC? Credo che ce ne siano. In dettaglio credo che ce ne siano poche, ma buone: Kickstarter, CD Project RED e Creative Assembly.
Kickstarter, come dire che se i publisher schifano i giochi che il pubblico vorrebbe giocare, sarà il pubblico a trasformarsi in publisher, finanziando lo sviluppo di determinati prodotti. InXile Entertainment, con i progetti Wasteland 2 e Torment: Tides of Numenera, e Obsidian Entertainment, con il suo Project Eternity, hanno già cavalcato l'onda raccogliendo cifre interessanti: ora non resta che aspettare per toccare con mano i risultati di queste raccolte fondi, e capire se il gioco vale davvero la candela. La bolla scoppierà? Probabile, ma nel frattempo godiamocela.
CD Project RED, come dire che se non ti sono bastati i due capitoli della serie The Witcher, ecco che ti metto sul piatto anche la trasposizione videoludica del gioco di ruolo Cyberpunk, Cyberpunk 2077. E nel frattempo ti vado ad annunciare anche The Witcher 3: Wild Hunt (e pazienza se qualche dubbio resta). Valla a trovare una software house che supporta i propri prodotti come questi polacchi che, dopo aver spaccato il mondo con il primo The Witcher, hanno continuato a sorprendere rilasciando prima patch gigantesche per raffinare il gioco, e poi un secondo capitolo diverso dal capostipite ma altrettanto bello (anch'esso ulteriormente migliorato ed ampliato tramite enormi patch rilasciate gratuitamente). Se non si perdono per strada...
Creative Assembly, come dire che se ti piace la storia, ma non ti piace studiare, puoi sempre gabbare i tuoi genitori giocando ad un titolo qualsiasi della premiata saga Total War, e dire a mamma e papà che stai studiando le dinamiche che portarono alla sconfitta delle legioni romane nella battaglia della foresta di Teutoburgo. Nello specifico, il 3 settembre vedrà la luce l'atteso Total War: Rome II, grazie al quale Creative Assembly finalmente torna sul luogo del delitto...o meglio, torna ad uno dei periodi storici più amati dagli appassionati della serie, che avevano eletto Rome: Total War come uno dei migliori giochi di strategia di tutti i tempi.
Come cantava il Califfo, tutto il resto è noia (ad essere buoni).
Veni, vidi, vici. Salvo intoppi.
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7.6.13
La corsa a tappe più bella del mondo: Arctic Race of Norway
Arctic Race of Norway: la più bella corsa a tappe del mondo.
C'è chi dice di guardare in tivvù il Giro d'Italia oppure il Tour de France solo per ammirare i paesaggi che incorniciano il passaggio del gruppo, paesaggi che nel primo caso comprendono maestose montagne, ridenti località marittime e ameni borghi persi nel verde, mentre nel secondo caso comprendono solo singolari castelli dotati di torri a forma di bottiglione di vino. Sinceramente questa cosa io non l'ho mai capita fino in fondo.
Ora, non è che io abbia cambiato idea nei confronti del ciclismo, ma di fronte ad una corsa che si chiama Arctic Race of Norway non posso che sperare in una Raisport a caso che la trasmetta anche in differita notturna, così da bearmi dei paesaggi assolutamente unici che incorniceranno il passaggio del gruppo. La prima edizione della corsa partirà l'8 agosto prossimo da Bodo, farà tappa il 9 agosto nelle isole Lofoten (partenza e arrivo da Svolvaer), passerà il 10 nelle isole Vesteralen e si concluderà l'11 agosto a Harstad sull'isola di Hinnoya.
Roba che ti viene quasi voglia di riprendere in mano la bicicletta.
Arctic Race of Norway
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L'alba di una nuova next-gen
Alleluja, siamo arrivati all'alba di una nuova next-gen di console da salotto ("nuova next-gen": roba che a pensarci bene non sai se vomitare o ridere): con l'arrivo dei primi freddi arriveranno infatti anche PlayStation 4 e Xbox One ad ammorbarci con la loro superpotenza, le loro superesclusive ed un nuovo prepotente capitolo della console war più amata dai nerd.
Superpotenza: come dire che, rispetto ad un PC shit-level odierno, le nuove console Sony e Microsoft sono da orgasmo (e grazie alca). Tutti però sanno che qualsiasi PC ben carrozzato darà la biada alla nuova next-gen, come è sempre avvenuto, il problema semmai è che tutti faranno finta di non saperlo (tutti tranne Mark Rein di Epic Games, che su Twitter ha chiaramente detto cosa ne pensa della faccenda).
Superesclusive: come dire che, siccome ci piace scannarci per avere una base installata più grande della concorrenza, pagheremo bei soldoni per qualche esclusiva temporale di un gioco che, dopo qualche mese, uscirà comunque anche sulla console avversaria. Ah, e resti tra noi: un gioco che non uscirà mai su PC, ma che se fosse uscito anche su PC sarebbe comunque stato molto più bello da vedere (vedi FIFA 14, il cui nuovo Ignite Engine non verrà utilizzato per la versione PC del prodotto).
Console War: come dire che noi continuiamo a scannarci su quale sia la console più fica del pianeta, mentre loro ci convincono che sbloccare achievement guardando la tivvù sia una cosa fica, o che avere una console sempre connessa non sia affatto un problema, perlomeno qui nel Bel Paese. Ok, stavolta e contro ogni previsione sono di parte, ma a pelle nemmeno la PS4 mi sta simpatica. Alleluja. Ci vediamo a Natale.
Emoziooone.
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3.6.13
Senza rostro e senza artiglio: Perugia dice addio al sogno
Senza rostro e senza artiglio, ma soprattutto senza attributi: è questo il Perugia che ieri (non) è sceso in campo nell'attesissimo ritorno della semifinale play-off di Lega Pro Prima Divisione contro il Pisa, sul terreno di uno stadio Renato Curi stracolmo come ai bei tempi.
Pronti...via, e come all'andata i giocatori di Camplone (Lebran, nello specifico) dopo appena 3 minuti di gioco regalano il vantaggio agli ospiti, già forti della vittoria per 2-1 ottenuta a Pisa: stavolta è Rizzo ad approfittare degli errori perugini. Lo spettacolo offerto è pietoso, il Perugia cerca di sfondare ai lati esattamente come nella gara di andata, ed esattamente come nella gara d'andata non cava un ragno dal buco. Camplone ci mette del suo ricordandosi dell'esistenza dei cambi solo a secondo tempo inoltrato, quando entrano Ciofani e Rantier.
E' solo un gentile omaggio del pisano Tulli, subentrato al 21° della ripresa ed espulso dopo appena 8 minuti per doppia ammonizione (simulazione in entrambi i casi, spettacolare), a risvegliare i biancorossi: guardacaso è proprio il neo-entrato Ciofani a siglare il pareggio. Il Perugia decide di giocare almeno un quarto d'ora di questa fondamentale doppia sfida di semifinale, e contro un Pisa ridotto in 10 riesce a passare in vantaggio guardacaso con il neo-entrato Rantier, al 40° minuto di gioco.
Sugli spalti è il delirio. Davanti alle tv è il delirio. Con questo risultato il Perugia si qualificherebbe alla finale play-off nella quale giocarsi la promozione in Serie B. Ma è un attimo: le lacrime di gioia si trasformano immediatamente in lacrime di incredulità e di rabbia: dopo neanche un minuto, mentre gli uomini di Camplone evidentemente pensano che la partita sia già finita, Favasuli segna la rete del pari, una rete che condanna il Perugia e premia il Pisa. Il Renato Curi, stracolmo, si abbatte sotto un peso insostenibile.
E' la maniera peggiore per concludere la stagione, rivelando cioè al proprio meraviglioso pubblico la vera identità di questa squadra: una squadra senza rostro, senza artiglio ma soprattutto senza attributi.
Lega Pro - prima divisione
play-off, semifinale, ritorno
3° pt Rizzo
34° st Ciofani
40° st Rantier
41° st Favasuli
Una squadra indegna di tale pubblico.
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1.6.13
Quando sbagli, fallo bene
Valzer dell'errore - Jerome Robbins
Quando sbagli, almeno fallo bene.
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