6.8.13

Il vero problema dell'Italia sono gli italiani



Già l'esercito di Silvio non era messo bene. Ma andando ad ascoltare le persone intervenute a quella grande colazione al sacco trasformatasi l'altro giorno in comizio abusivo si comprende che, dalle parti di Silvio Berlusconi, andrebbe migliorato qualcosina circa l'indottrinamento di comparse e figuranti.

C'è chi dice che "5 persone hanno deciso per mezza Italia: ma che persone sono?", dimostrando non solo scarsa familiarità con la matematica (...mezza Italia?!), ma anche di non avere mai sentito parlare dei magistrati e del ruolo che ricoprono.

Qualcun altro, alla domanda se sapesse per quale motivo il suo amato leader fosse stato condannato, si impap...im...impappina e riesce solo a dire che "Berlusconi è stato condannato per...per coso fiscale. Che ha fatto fatture false". La maggior parte degli intervenuti ammette candidamente di non sapere per quale reato sia stato condannato, ma di sapere che è innocente: "Qualunque sia il reato penso proprio che sia innocente". Qualunque sia il reato? Da brividi.

C'è poi l'immancabile secchione che coglie tutte le occasioni per dimostrare di avere imparato bene la lezione: "E' stato condannato perchè sono tutti processi inventati dalla magistratura e dalla sinistra", ma il commento più agghiaggiante ed offensivo arriva da una anziana che afferma che "Anche se ha fatto qualcosa di illecito, tutti lo fanno". Non credo sia necessario aggiungere molto altro alla gravissima affermazione di questa signora.

Il vero problema dell'Italia non è però Silvio Berlusconi, sono gli italiani. Quegli italiani che, da 19 anni, hanno scelto di non ragionare con la propria testa e di farsi guidare come un gregge di pecore da qualcuno che pensi e decida per loro. Quegli italiani che, in cambio di un pasto al sacco, salgono su un pullman e vanno a supportare qualcuno che qualcun altro ha detto loro di supportare. Quegli italiani che, nonostante tutto, continuano ad aprire la bocca senza collegare il cervello, e lo difendono senza saper motivare la loro scelta.

E poi ci sono gli interessati, i calcolatori, quelli che il cervello l'hanno collegato fin troppo bene. Quelli che hanno capito subito come girava il fumo da quelle parti, ma per convenienza personale hanno deciso di schierarsi dalla parte di Berlusconi: che si tratti di vile denaro, di figa o di precisa scelta politica poco importa. Mi ci metto di mezzo anche io, che pur non avendolo mai votato lo difendevo, ritenendo il governo di centro-destra la migliore delle alternative, mentre oggi so che nessuno mi rappresenta.

Per fortuna solo i cretini non cambiano mai idea. Ma sono la minoranza.
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