2.4.13

Il Paese dei peracottari

Siamo il Paese dei peracottari. Dei disonesti. Dei furbetti.

Siamo il Paese nel quale nove milioni di persone, a causa della crisi, hanno rinunciato alle cure mediche. Il Paese nel quale due cittadini su tre hanno creduto ancora alle promesse elettorali di Silvio Berlusconi. Il Paese che "ma quel Vito Crimi non sarà mica un politico vero!".

Siamo il Paese nel quale certuni hanno costruito interi patrimonio sull'evasione fiscale, sul "bel nero", e anche se tutti lo sanno non succede proprio un bel niente. Siamo il Paese dei collusi e degli intoccabili, il Paese delle clientele.

Siamo il Paese con le discariche abusive nei boschi e con l'immondizia per le strade a Napoli (ma questa è solo un'emergenza). Siamo il Paese che interviene dopo il danno, il Paese che poi gioca allo scaricabarile, il Paese con le chiese piene solo per i funerali.

Siamo il Paese che "è tutta colpa della Chiesa se siamo ridotti in questo modo", il Paese che "è tutta colpa degli immigrati se siamo ridotti in questo modo", il Paese che "è tutta colpa dei terroni se siamo ridotti in questo modo". Siamo il Paese che avrebbe dovuto brevettare il capro espiatorio©.

Siamo il Paese dei peracottari. Dei disonesti. Dei furbetti. E non ce ne frega un cazzo.

Peracottari. Ecco quel che siamo.
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