3.12.08

Piccola favola dedicata ai genitori apprensivi

C'era una volta un piccolo negozio di videogiochi, e sotto Natale il viavai di clienti riscaldava l'anima del giovane commesso. Un bel giorno, nel negozio di videogiochi arrivò un uomo sui quaranta: il cliente si guardò intorno, e tra i mille titoli che facevano capolino dagli scaffali scelse di acquistare lo sparatutto per PC "Crysis".

Passò qualche giorno, e l'uomo tornò in negozio; il sorriso di qualche giorno prima era però scomparso dal suo volto, per lasciare spazio ad un aggressivo cipiglio:
"Signor commesso, il gioco che mi hai venduto non funziona, non parte!"
"Oh cortese cliente" rispose il commesso "potrebbe darmi qualche informazione sul suo PC, in modo che io possa magari aiutarla?"
"Va bene, torno a casa, mi informo e poi ti saprò dire"

Passò ancora qualche giorno e il cliente tornò nel negozio di videogiochi, e questa volta per fortuna era meno impreparato rispetto alla visita precedente. Aveva infatti avuto cura di stampare il file .txt ottenibile dallo strumento di diagnostica delle DirectX, file nel quale sono indicate tutte le informazioni sul PC.
Il commesso, dopo aver studiato per qualche istante il foglio stampato, esclamò con sgomento:
"Ma, Signor Cliente. Da quello che vedo il PC in questione è decisamente performante, il suo monitor è "importante"...eppure la risoluzione dello schermo è settata ad 800x600, con profondità colore 16 bit!"
"Che vuoi che ti dica?" rispose il cliente "Il PC appartiene a mia moglie, e col gioco deve giocarci un bambino di 15 anni...si vede che nessuno dei due si è mai preoccupato di cambiare risoluzione".

Ora scegliete, tra i due disponibili, il vostro finale preferito:

FINALE A
Il commesso e il cliente si fecero quattro risate: ah, le donne proprio non vanno d'accordo con le moderne tecnologie!
Il problema tecnico venne risolto aumentando la profondità del colore a 32 bit, e il quindicenne potè finalmente giocare con lo sparatutto "Crysis": sarebbe stato davvero un peccato dovervi rinunciare, anche perchè tutti i suoi compagnucci di classe lo avevano e si stavano divertendo un mondo giocandoci!

FINALE B
Il commesso fece notare al genitore che sulla scatola dello sparatutto "Crysis" compariva un bollino indicante il rating PEGI 18+: questo voleva dire che il gioco era consigliato ad un pubblico maggiorenne.
Il genitore concordò sul fatto che, probabilmente, non era quello il gioco più adatto ad un quindicenne. Ammise la sua avventatezza nell'acquistare un videogioco senza essersi prima informato e senza aver fatto caso alle chiare indicazioni (relative all'età consigliata e ai contenuti del gioco) presenti sulla scatola del videogioco stesso, acquistò un videogioco più adatto al figlio e tornò a casa propria.
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