25.1.14

Kingdom Come: Deliverance punta in alto su Kickstarter

Puntuali come la morte e le tasse, ma decisamente più piacevoli, sono spuntati su Kickstarter gli obiettivi aggiuntivi della campagna di raccolta fondi per Kingdom Come: Deliverance, il gioco di ruolo ambientato in una Europa medievale realistica, senza maghi, draghi o elfe scosciate a rovinare l'atmosfera: Dungeons & no Dragons, insomma.

As usual, almeno per prodotti di un certo spessore, la somma fissata come traguardo minimo della campagna di raccolta fondi - 300.000 sterline - era stata fumata in un amen tra l'entusiamo generale, ed opportunamente gli sviluppatori cechi di Warhorse Studios non hanno perso tempo ed hanno rivelato come saranno investiti eventuali denari aggiuntivi raccolti da qui alla conclusione della campagna (tra 26 giorni).

A 400.000 sterline le nostre peregrinazioni nel mondo di gioco open-world di Kingdom Come: Deliverance saranno piacevolmente accompagnate da brani di musica medievale suonati da maestri cechi, fedelmente riprodotti dalle antiche opere che li hanno preservati portandoli fino a noi: questo "dettaglio" da solo nobilita il prodotto e mi avrebbe convinto istantaneamente ad entrare nella grande famiglia dei suoi backers, nel caso improbabile io non ne avessi già fatto parte. Dopotutto chi non si esalterebbe davanti alla prospettiva di bighellonare per una fitta foresta cullato dalle note di una "Puis qu'en oubli" a caso?

A 500.000 sterline le scene non-interattive (cutscenes per gli amici) saranno impreziosite da una colonna sonora realizzata da un'orchestra sinfonica: qui secondo me si poteva fare di meglio, ma probabilmente gli sviluppatori pensano di poter raggiungere agevolmente tale cifra e di conseguenza hanno scelto di puntare forte sugli obiettivi successivi (sbaglierò).

A 600.000 sterline verrà offerta al giocatore la possibilità di interpretare, perlomeno nella parte iniziale dell'avventura, un personaggio di sesso femminile. La storia narrata in Kingdom Come: Deliverance, infatti, resta al momento disegnata intorno ad un protagonista maschile, un giovane fabbro che, appunto all'inizio del gioco, verrebbe salvato dalla fanciulla in questione: una fanciulla furba, coraggiosa ed abile a muoversi silenziosamente. Non saranno mica un po' troppi dettagli, per una feature ancora non confermata?...

A 700.000 sterline Warhorse Studios si concederà il lusso di utilizzare le tecnologie di motion capture per inserire nel gioco non sono movimenti più realistici, ma anche animazioni facciali che rendano più naturali i dialoghi: cosa buona e giusta, perchè sarebbe un peccato avere volti modellati dal CryENGINE 3, ma dotati di espressioni degne di una trota.

Gli obiettivi sbloccabili al raggiungimento delle 800.000 sterline e del milione tondo tondo di sterline, al momento, non sono stati svelati: saggiamente, in Repubblica Ceca hanno pensato fosse meglio attendere e vedere come proseguirà la raccolta fondi, prima di sparare troppo alto. In fondo non è certo il tempo, quello che gli manca: Kingdom Come: Deliverance sarà suddiviso in 3 atti, il primo dei quali dovrebbe essere disponibile da dicembre 2015. Mettiamoci comodi.

Kingdom Come: Deliverance sito ufficiale
Kingdom Come: Deliverance campagna Kickstarter
Warhorse Studios sito ufficiale


A 800.000 sterline voglio che vengano introdotte le epidemie di peste. Sul serio.

24.1.14

Kingdom Come: Deliverance è sbarcato su Kickstarter

Un gioco di ruolo ambientato in epoca medievale, mosso dal CryENGINE 3, senza draghi e magia? Ditemi solo dove devo mettere la firma.

Questo vero e proprio sogno videoludico risponde al nome di Kingdom Come: Deliverance ed è in sviluppo presso Warhorse Studios, studio di sviluppo che ha sede a Praga nella Repubblica Ceca e dietro al quale - tra gli altri - si "nasconde" Dan Vavra (Mafia, Mafia 2); il gioco, ambientato in Europa nel 1403, ci vedrà alle prese con le solite beghe tra regnanti legittimi e rissosi pretendenti al trono, in un'avventura suddivisa in 3 atti il primo dei quali dovrebbe vedere la luce nel dicembre 2015 (i due atti seguenti arriverebbero poi a distanza di 9 e 18 mesi: due parti insomma). Dungeons & no Dragons, dunque, con un sistema di combattimento corpo a corpo in prima persona basato sulle vere tecniche di combattimento del XV° secolo. Gustoso.

Kingdom come: Deliverance è appena sbarcato su Kickstarter, dove in sole 36 ore è stata raggiunta la cifra richiesta per considerare finanziato con successo il progetto: 300.000 sterline. A breve saranno dunque comunicati, come consuetudine sulla famosa piattaforma di crowdfunding, ulteriori obiettivi di sviluppo che potranno essere raggiunti con l'aumentare della somma raccolta (ed attualmente mancano ancora 27 giorni alla chiusura della campagna su Kickstarter). Warhorse in realtà ha già un investitore il quale ha stanziato circa 1.500.000 di dollari, e la decisione di creare anche la campagna su Kickstarter è stata motivata dalla risposta tipica ricevuta dagli sviluppatori al momento di presentare il progetto ai publisher: il loro sarebbe un gioco troppo di nicchia, perchè il pubblico da un gioco di ruolo vuole draghi e magia.

Al momento, questa fantomatica...nicchia conta circa 11.000 backers. Chi l'avrebbe mai detto, eh?...

Kingdom Come: Deliverance sito ufficiale
Kingdom Come: Deliverance campagna Kickstarter
Warhorse Studios sito ufficiale

Ci vediamo a dicembre 2015.

19.1.14

La canzoni che non riesci a cantare fino alla fine: Gigi di Fabio Concato



Ci sono canzoni che non riesci a cantare fino alla fine: rassegnati. E arrenditi a "Gigi" di Fabio Concato.

(...)
E da quando tu sei partito non c'è più musica
sta tranquillo lo so che col tempo mi passerà
scrivo molto ma quello che scrivo è cosi malinconico
come questa canzone chissà se ti piacerà
dimmi dove sei
suoni ancora ma per gli angeli
e ti siederanno intorno e li farai cantare
suona forte cosi ti potrò sentire
noi quaggiù col naso in su a capire cosa sia
sarà il tempo in cui finalmente farai il tuo concerto
anima mia

17.1.14

Orfani #4, Solid Snake vs Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere

Quando un lettore si rende conto del terribile potere che trasuda malefico dalle mani dell'Autore, è sempre troppo tardi: non eri preparato alla sua dimostrazione di onnipotenza, e ti ritrovi con un bel colpo di scena infilato a secco su per le chiappe; in Orfani numero 4, in edicola dal 16 gennaio 2014 ed intitolato "Spiriti nell'ombra", abbiamo un esempio lampante di tale nefasta eventualità: tu credevi che dietro la pelosa figura di Eremita si celasse il carismatico Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere, al secolo Felix da Madrid, e invece ecco spuntare...Solid Snake. Ma andiamo con ordine.

Orfani è la serie a fumetti di Sergio Bonelli Editore curata da Franco Busatta, Emiliano Mammuccari e Roberto Recchioni, ogni albo costa 4,50€ e narra le avventure di una squadra di super-soldati umani - gli Orfani, appunto - alle prese con degli alieni cattivoni che, anni prima, pare abbiano sparaflashato il pianeta Terra rovinando il weekend ad un tot di persone; ah, è un mensile. Dimenticavo: è tutto a colori. Questo numero 4 vede ai pennelli Massimo Dall'Oglio ed il mio nuovo disegnatore preferito, Gigi Cavenago. Ma parlavo del malefico potere dell'Autore.

La peculiarità di questa serie è che ogni albo è diviso in due parti: in una sono narrate le disavventure dei bambini rimasti orfani dopo l'attacco alla Terra, bambini alle prese con un duro addestramento militare il cui unico scopo è decimarli uno dopo l'altro in maniera idiot...ehm...volevo scrivere: "il cui unico scopo è forgiare la forza d'attacco terrestre che dovrà rendere pan per focaccia agli alieni"; nell'altra parte di albo le lancette corrono avanti nel tempo, con gli orfani divenuti...Orfani, ovvero un gruppo di soldati dotati di abilità fuori dal comune e sui quali apparentemente si poggiano le speranze terrestri di non fare, nella guerra contro gli alieni, la stessa fine fatta dalla Juventus contro i turchi del Galatasaray; il bello è che dei fichissimi caschi integrali celano l'identità di questi soldati, e il bello è proprio cercare di indovinare quale bambino (ovviamente cresciuto) si nasconda dietro ogni maschera.

Ecco. Il potere malefico dell'autore. Nel numero #2 ti avevano fatto credere che il cecchino del gruppo (soprannominato Eremita) fosse Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere, non solo per ovvi motivi di sedentarietà intrinseca nel ruolo (sedentarietà che ben si sposava con la notevole pinguedine del soggetto), ma anche per la sua abilità infantile di headshottare a tradimento un povero coniglietto batuffoloso, tenerone ed indifeso. Adesso invece arrivi al numero #4 e a tradimento, oltretutto proprio nelle ultime pagine dell'albo, Eremita si toglie il casco e scopri che non è mica Felix, ma il ben più prestante dal punto di vista prettamente atletico Solid Snake (anche se nel fumetto viene chiamato Raul, non mi sono lasciato ingannare: è proprio Solid Snake).

Cioè. Autore. Dimmi: da dove cavolo salta fuori costui?! Che fine ha fatto Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere? Vorrai mica dirmi che nel numero 2, in prima fila ad assistere al matrimonio dei due fichissimi Jonas e Juno, il biondino era Ringo alias Pistolero e non Ccctbns*? Che poi, autore, 'sto Solid Snake / Raul era anche lui in prima fila a 'sto matrimonio, ma non vale...così non vale, buttare il sasso e nascondere la mano non si fa. Anche perchè per saperne di più sul barbutissimo cecchino dovremo attendere un mese, quando - il 15 febbraio - uscirà il numero #5 di Orfani, intitolato "L'uomo con il fucile" e dedicato, guarda un po', a questa nuova e misteriosa new entry. Bene così.

* Ccctbns: Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere (NdS);

Orfani #4 e la sua copertina dedicata a fatti marginali.

13.1.14

Berlusconi e il Sassuolo nella scarpa

Silvio Berlusconi. Quest'uomo ci ha torronato per anni con la favoletta dell'imprenditore illuminato che ha vinto tutto anche nello sport ed al quale solo un pazzo non affiderebbe la guida del Paese, e adesso che il Milan - "il club più titolato al mondo" - veleggia ad appena 6 punti dalla zona retrocessione e viene da un'imbarazzante sconfitta 4-3 con il Sassuolo, improvvisamente gli unici colpevoli della situazione sembrano essere Adriano Galliani (al quale è già stata affiancata BaBBara) e Massimiliano Allegri, che una settimana si e l'altra pure è ad un passo dall'esonero. Chapeau.

Berardi, 4 reti al Milan dell'imprenditore illuminato che doveva governare il Paese.

12.1.14

Sport e tradizione: da Perugia 5 ceri per Gubbio

Sport e tradizione: è una bella pagina quella che si è svolta oggi a Gubbio, dove gli atleti della squadra calcistica di Perugia, i quali si trovavano nella città di Don Matteo per un allenamento domenicale, hanno omaggiato i colleghi della locale compagine calcistica con ben 5 "ceri", le maestose macchine di legno che il 15 maggio d'ogni anno allietano turisti ed autoctoni nel corso della bella manifestazione denominata "festa dei ceri".

Tra i valorosi atleti biancorossi autori del nobile gesto sono da citarsi Mazzeo Fabio, Moscati Marco e Nicco Gianluca, ma un plauso particolare va a Eusepi Umberto, possente centravanti del Perugia il quale ha generosamente offerto ben 2 dei 5 ceri arrivati in quel di Gubbio dal capoluogo perugino. Une bella festa che ha allietato l'Umbria tutta, insomma.

Lega Pro - prima divisione
8a giornata 
6° PT Eusepi
21° PT Mazzeo
31° PT Eusepi (r)
2° ST Moscati
14° ST Nicco

Ancora una volta il nobile Grifone si è distinto.

The Witcher Adventure Game: lo strigo e i giochi da tavolo



Il mondo fantasy creato dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowswi sbarca nel magico mondo dei giochi da tavolo, con The Witcher Adventure Game: il prodotto è stato recentemente annunciato da CD Projekt RED e Fantasy Flight Games con un trailer (vedi sopra).

Nel gioco sarà possibile assumere il ruolo di 4 distinti personaggi: Geralt di Rivia, il carismatico strigo cacciatore di mostri e di gnocca; Triss Merigold, la maga gnocca; Yarpen Zigrin, il nano guerriero amico per la pelle di Geralt; Dandelion (Ranuncolo, per gli amici italiani), il bardo amante della figa e dei segreti. Ogni personaggio potrà sfruttare abilità uniche per compiere la propria missione: al giocatore sarà demandata la scelta se utilizzare la forza, la seduzione o la diplomazia per cavarsi d'impiccio nel pericoloso mondo degli strighi.

Una pagina tramite la quale informasi sul pre-order è stata aperta a questo indirizzo; in chiusura impossibile non notare come l'inevitabile versione elettronica del gioco sia stata annunciata per tablet iOS e Android: speriamo in bene.
 
Stufi del Monopoli? Ecco la risposta alla vostra noia.

11.1.14

Truffe PostePay e reclami Telecom Italia: mettetevi comodi...

Siete finiti nel girone dantesco di una truffa che coinvolge la vostra carta prepagata PostePay o un reclamo al solerte servizio di assistenza di Telecom Italia? Mettetevi comodi...

Scoprire un furto telematico sulla propria PostePay è facile, lo è un po' meno recuperare il proprio denaro - e lo dico con cognizione di causa: il 17 gennaio 2013 denunciavo ai carabinieri una truffa, a maggio dello stesso anno le Poste Italiane si degnavano finalmente di confermarmi che sarei stato rimborsato. Il 13 dicembre inviavo una email per chiedere se vi fossero aggiornamenti, perchè io di rimborsi ancora non ne avevo mica visti, ed alcuni giorni dopo venivo contattato telefonicamente da una persona che sosteneva avrebbe chiesto all'ufficio competente una verifica sulla spedizione dell'assegno a me destinato, assegno che dopo tale verifica mi sarebbe stato rispedito (spero non tramite Poste Italiane, hanno un servizio pessimo...). Ho come l'impressione che tornerò ancora sull'argomento, perchè a distanza di quasi un anno Poste Italiane non mi ha ancora restituito il maltolto.

Mettetevi comodi e non abbiate alcuna fretta anche se avete dovuto fare un reclamo a Telecom Italia: anche in questo caso so per esperienza personale di cosa parlo. Tra router terze parti che improvvisamente smettono di funzionare solo a casa mia, tecnici che non sanno che pesci prendere e che ti addebitano una trentina di euro tanto per gradire (e senza dare risposte!!!), modem Ultra Internet da 99 € che si guastano dopo nemmeno due mesi e negozi TIM che avrebbero dovuto sostituirti il prodotto difettoso entro 15 giorni ma che ormai sembrano essere spariti dalla faccia della Terra - nemmeno rispondono al telefono - da 1 mese ed 1 giorno, credevo di averle viste tutte. L'operatore al 187 mi aveva suggerito di inviare un fax (...si, un fax) con un reclamo, e che sarei stato contattato entro 3 giorni: ora, io il fax l'ho inviato il 7 gennaio, ma oltre ad una email e ad un sms di rito ancora non ho avuto alcun riscontro.

Insomma, mettetevi comodi e godetevi il (dis)servizio clienti di Poste Italiane e di Telecom Italia: appuntamento alle prossime puntate.

I porci comodi.

1.1.14

Aumentano ancora i pedaggi delle Autostrade: Buon 2014!

Autostrade per l'Italia, ma non per gli italiani: da oggi, 1° gennaio 2014, aumentano ancora una volta i pedaggi delle Autostrade: l'aumento medio sarà circa del 3,9 % ed è stato approvato con decreti dei ministri Maurizio Lupi e Fabrizio Saccomanni; in una nota il Ministero delle Infrastrutture comunica che "incrementi lievemente superiori alla media sono stati comunque riconosciuti a quei concessionari impegnati nella realizzazione di opere di rilevante interesse per lo sviluppo del Paese".

Sarò un coglione fatto e finito, ma sono convinto che la vera "opera di rilevante interesse per lo sviluppo del Paese" sarebbe stata evitare di aumentare ancora tariffe che, nella maggior parte dei casi, erano già vergognose: aumentarle ancora, invece, significa impedire ad una fetta sempre più grande di utenti di entrare in autostrada, significa costringere sempre più gente a muoversi per vie alternative. E' così che si aiuta la ripresa del Paese? E' rendendo sempre più oneroso il semplice spostarsi che si esce dalla crisi?

Per quel che mi riguarda le autostrade italiane - e queste nuove fantomatiche opere di rilevante interesse per lo sviluppo di 'sta fungia - possono anche restarsene vuote, inutilizzate e marcire: ormai da anni, ovvero da quando un gennaio mi sono ritrovato a percorrere un tratto completamente ghiacciato dopo che mi ero visto aumentare - ancora una volta - il pedaggio, evito di prendere l'autostrada se non in casi di estrema necessità. Non posso che sperare che altri, durante questo 2014 che inizia proprio bene, imitino l'esempio. Buon 2014!

Autostrade per l'Italia, ma non per gli italiani.

31.12.13

Il 2013 che finisce dimostra che Charles Darwin aveva torto

Charles Darwin aveva torto: il 2013 che finisce lo dimostra inequivocabilmente.

A guardare quanto accaduto nel corso dell'ultimo anno, infatti, non appare plausibile la teoria secondo la quale l'evoluzione delle specie sarebbe determinata da una selezione naturale di quegli individui che presentino caratteristiche ottimali per la sopravvivenza. Insomma, il mondo a me non sembra mica popolato da esseri baciati in fronte da Madre Natura, tutt'altro: non sono però le piccolezze dei grandi uomini a balzare all'occhio, perchè ormai a brutture simili siamo fin troppo abituati (...bell'evoluzione, l'assuefazione); sono le piccolezze dei piccoli uomini, degli uomini che purtroppo incontriamo tutti i giorni, a salire tristemente alla ribalta.

Sono le piccolezze di quegli anziani incarogniti che nel corso della loro lunga vita incredibilmente non hanno capito un beneamato cazzo del mondo, eppure sono convinti di essere gli unici a sapere da che parte gira il fumo; sono le piccolezze di quelle persone spavalde che, una volta salite su un'automobile, si convincono di essere le uniche padrone della strada; sono le piccolezze dei rissosi senza vergogna che, di fronte a qualcuno che la pensa diversamente da loro, credono che l'unica opzione di dialogo consista nell'insulto e nella minaccia di morte; sono le piccolezze di un intero Paese che affonda fottendosene di affondare, che va in pezzi e si preoccupa di arraffare i cocci, che ruba estorce inquina muore fallisce e finge di non accorgersene.

Gli ottimisti guardano al 2013 che finisce, ed ancora blaterano di evoluzione: beati loro. Buon 2014 a tutti, magari quest'anno arriva davvero un meteorite e sistema tutto alla faccia di Darwin, degli anziani, degli automobilisti, dei leoni da tastiera e dell'Italietta. Soprattutto dell'Italietta.

Buon 2014, umanità.

28.12.13

Telecom Italia: perchè basta

L'unica - parziale - consolazione delle mie disavventure con Telecom Italia è che, a spulciare la rete, è possibile imbattersi in una marea di infelici che hanno avuto la propria personalissima disavventura con l'azienda di telecomunicazioni: come si dice, mal comune...

Mal comune...mal comune: "mezzo gaudio" un cazzo, quando c'è di mezzo un cliente che paga per avere un servizio che definire discutibile è riduttivo. Ad ottobre, improvvisamente, il mio router D-Link inizia a litigare con l'internet gentilmente fornito da Telecom Italia: memore di precedenti e sonori incavolamenti, decidevo di testarlo altrove prima di contattare il 187 che, quando c'è un problema, ti risponde sempre che c'è qualcosa di rotto a casa tua: il pc, la presa, il cordless...e pertanto contattavo la solerte assistenza di Telecom Italia solo dopo avere accertato che - pensa un po' - il mio router altrove funzionava alla grande. Anche su altre linee Telecom Italia, incredibile.

Ovviamente il 187 non era di questo avviso: il mio router è rotto, mi dicono, ed a nulla valgono le mie obiezioni a proposito del fatto che invece, per esempio su un'altra linea Telecom Italia, il router funziona alla grande. Mi arriva in casa anche un tecnico, constata che tutte le impostazione del mio router sono corrette, attacca alla mia rete un router Telecom Italia e, prima di andarsene, sentenzia che il mio router è rotto e che dovrei acquistare un router Telecom Italia, perchè quello funziona (...ah). Mi rivolgo anche all'assistenza tecnica telefonica, la quale mi informa più e più volte del fatto che, qualora si scoprisse che il "difetto" è mio e non di Telecom Italia, mi verrà addebitato il costo dell'assistenza. Tutto pur di capire quale sia il problema ed usufruire degnamente del servizio per il quale pago un abbonamento.

Ovviamente anche in questo caso la risposta non cambia, "noi facciamo ulteriori verifiche, lei provi a navigare e poi ci risentiamo per chiudere la pratica, in un modo o nell'altro": mai più risentiti. Alla fine mi arrendo, e - stolto! - scelgo quella che all'epoca mi sembrava la via più semplice e rapida: andare in un negozio TIM e comprare un router Telecom Italia. Spendo 99 €, compro un coso Ultra Internet con il quale, mi dico, finalmente risolverò i miei misteriosi problemi di navigazione. Peccato che, nemmeno dopo due mesi, il router Telecom Italia smetta di dialogare con il mio PC: morto, kaputt, defunto. E a nulla valgono le mie obiezioni con il 187, perchè secondo loro si è rotto il mio PC (...noooo? Davvero?), anche se qualsiasi altra cosa io attacchi alla scheda di rete dialoga come una scheggia con la macchina.

Per fortuna conosco un amico che si occupa di assistenza PC, e gratuitamente mi viene fornita la conferma di quello che già sapevo: è il router Ultra Internet di Telecom Italia da 99 € ad essersi rotto, e dopo nemmeno due mesi dall'acquisto. Tronfio lo riporto al negozio TIM, e la mia tronfiaggine viene prontamente invitata a sgonfiarsi: è vero che il prodotto è in garanzia, ma per averne uno in sostituzione è necessario attendere 15 giorni e - che sfiga! - purtroppo in negozio non ne hanno nemmeno uno da noleggiarmi (eh? Dopo due mesi un router da 99 € che ho comprato per disperazione si è rotto, ed io dovrei pure noleggiarvi un router per usufruire di un servizio per il quale già vi pago profumatamente?!).

Dicevo: 15 giorni di attesa per riavere un router funzionante (si spera più a lungo del predecessore). Ad oggi ne sono passati 18, di giorni, e mentre io restavo speranzoso in attesa di buone nuove che non sono mai arrivate, da Telecom Italia mi giungono invece cattive notizie. Sotto forma di fattura. Nello specifico un importo di 29,95 € di "Contributo assistenza telefonica hardware/software". Tempismo perfetto, mi dico: non solo ad oggi Telecom Italia non ha saputo spiegarmi quale diavolo sia il problema sulla linea che mi impedisce di utilizzare un  router terze parti tuttora funzionante altrove; non solo il router Telecom Italia da 99 € che avevo comprato ha tirato le cuoia dopo neanche due mesi; non solo dopo 18 giorni nessuno dell'assistenza si è fatto vivo per darmi notizie...ma ecco arrivare 29,95 € da devolvere a Telecom Italia.

La mia rabbia parzialmente si placa quando, al 187, mi spiegano che - nell'era di internet... - per fare un reclamo non posso utilizzare l'email ma devo...mandare un fax: cazzo, mi sa che anche loro usano i loro router, poveretti. E' decisamente tempo di cambiare operatore, fare ciaociao con la manina a questi signori e magari convincere qualche conoscente che sta mettendo su casa a guardare altrove, per telefono ed internet. Telecom Italia, perchè basta.

Telecom Italia: perchè basta.

25.12.13

Buon Natale un cazzo

...Buon Natale? Buon Natale un cazzo.

Buon Natale un cazzo a chi si è meritato la mia indifferenza, ma non a Natale: a Natale si merita un bel vaffanculo; dividetevelo da buoni pezzi di merda.

Buon Natale un cazzo ai bugiardi: credetemi, non esiste nessuno che lo meriti più di voialtri.

Buon Natale un cazzo a chi, anche in questo santo giorno, guida come se per strada fosse l'unico figlio di puttana che ha bisogno di andare dal punto x al punto y, a chi evidentemente ha dimenticato tutto quello che gli era stato insegnato a scuola guida, a chi non mette una freccia nemmeno sotto tortura, a chi ti tallona in autostrada neanche se volesse prenderti la scia, insomma buon Natale un cazzo alla maggior parte degli automobilisti italiani.

Buon Natale un cazzo al Paese paradossale che è diventata l'Italia. Amen.

Buon Natale un cazzo all'intera classe politica italiana, nessuno escluso: da chi ha scelto di affondare insieme al "papi" a chi ha preso una valanga di voti per poi fare semplicemente il bimbetto maleducato, da chi fa pagare la crisi sempre ai soliti stronzi a chi cerca di restare a galla facendosi soltanto i cazzi suoi.

Buon Natale un cazzo a chi oggi è andato a Messa pensando di andare ad un a sfilata di alta moda.

Buon Natale un cazzo a chi, imperterrito, continua a provarci e a chi, con le fette di salame rigorosamente nostrano sugli occhi, continua a crederci e a pretendere che anche gli altri ci credano, ancora e ancora e ancora, anno dopo anno.

Buon Natale un cazzo a chi crede che siano i clienti a dover correre da lui, e non lui a dover (rin)correre i clienti: insomma, buon Natale un cazzo, Telecom Italia.

Buon Natale un cazzo a chi viene in Italia e pretende che si sia noialtri a doversi integrare a lui ed alle sue usanze, e non il contrario; buon Natale un cazzo anche a chi, in questo augurio, ci vede qualcosa di razzista.

Buon Natale un cazzo a chi al Natale, a Gesù Cristo e a tutto il resto della compagnia proprio non ci crede, ma invece di bearsi privatamente della propria illuminazione (non è difficile, credetemi: parlo per esperienza personale) pretende di imporre il suo ateismo a tutto il resto della società.

Buon Natale un cazzo, insomma. E non si offenda chi dovessi aver dimenticato.

Buon Natale un cazzo.

21.12.13

Il Battesimo del Fuoco di Andrzej Sapkowski in libreria da gennaio 2014

Continuano - anche in italiano, grazie a Editrice Nord - le avventure del witcher Geralt di Rivia, protagonista della saga fantasy che è arrivata dalla Polonia a miracol mostrare: Il Battesimo del Fuoco di Andrzej Sapkowski arriverà infatti in libreria a gennaio 2014. Per chi non potesse attendere gennaio, a questo indirizzo è disponibile un pregevole estratto (raggiungibile anche cliccando sulla copertina del libro, qui sotto) in anteprima. Personalmente non voglio farmi del male, ed eviterò di sbirciare: la sofferenza dell'attesa sarebbe troppo forte, poi.

http://issuu.com/illibraio/docs/il_battesimo_del_fuoco_promo_low?e=1141365/5183072
Il Battesimo del Fuoco, un estratto in anteprima.

20.12.13

Orfani #3, Gigi Cavenago e le cose fiche

Gigi Cavenago. Ribadisco per l'ennesima volta la mia iNIoranza nel campo dei fumetti, ammetto che non conoscevo questo disegnatore e mi lascio andare ad un'esclamazione di gioia affermando che era da tempo che non trovavo un disegnatore che mi facesse dire: "ehi, fico". E se vi pare poco potete andare a blaterare di arte, di brossura o di novel graphic da un'altra parte...altrimenti correte in edicola e comprate il terzo albo di Orfani (la serie Sergio Bonelli Editore tutta a colori) perchè - pensa te - è disegnato proprio dal buon Cavenago. Ed è intitolato "Primo sangue".

Pure i colori di Arianna Florean non sono niente male, con una foresta primordiale che viene sontuosamente evocata nella seconda parte della storia...ah già, la storia. Le avventure di Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere e dei suoi compagni comprimari continuano, esattamente dove li avevamo lasciati nel numero 2: gli alieni cattivi (cattivi???) hanno attaccato la flotta terrestre in orbita intorno al pianeta dal quale si suppone sia giunto l'attacco tachionico che, anni prima, aveva polverizzato gran parte del pianeta Terra, e indovinate chi chiameranno gli umani per fare il culo agli alieni cattivi (cattivi???)? I Ghostbusters? No: gli Orfani, i super-soldati addestrati a fare cadaveri, e mica arte. Ma prima uno sconvolgente flashback.

Roberto Recchioni, dopo aver headshottato un povero coniglietto indifeso nell'albo precedente, continua indomito a sfidare la sorte e ci svela che il ragazzino che sembra cattivo ma che in realtà ha il cuore tenero - Ringo - prima del disastro era nientepopodimeno che...un torero. Sta a vedere che nei prossimi numeri salta fuori che Jonas, prima di finire nel campo di addestramento di Dorsoduro, era un piccolo cacciatore di frodo in erba, o che Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere era figlio di un macellaio (il che spiegherebbe anche la sua pinguedine, tra le altre cose). Vedremo. Intanto, per spostare l'attenzione dall'esecrabile hobby di Ringo, viene tratteggiato ulteriormente il rapporto tra il burbero biondino e la giovane Sam: speriamo che non si finisca con un altro matrimonio ignorante, come tra Jonas e Juno.

Ma il vero colpo di scena di questo numero 3 non è il fatto che il titolo ("Primo sangue") non sia in realtà riferito all'insorgere di un problema di freschezza intima di una delle protagoniste, ma sia relativo al magico mondo dei duelli: il vero colpo di scena a 'sto giro è la rivelazione che Rey, il regazzino ispano-asiatico del quale si perderanno poi le tracce, è in realtà uno stronzo fatto e finito. Cioè, dev'essergli successo qualcosa tra l'albo numero 2 e il numero 3, qualcuno insomma gliele deve aver fatte girare di brutto perchè di punto in bianco si scopre appunto non solo che a Rey sta sul cazzo Ringo, ma che pure il tipo è in generale un drugo malcagato. Il che spiegherebbe anche come mai il soggetto sembri non fare parte del gruppo di super-soldati chiamati Orfani: il ragazzo era malvagio e quindi è stato estromesso. Oddio, avrei preferito una motivazione più esotica, come "mangiato da Cicciobombo cannoniere" o scartato per insufficienza toracica.

Detto del torero Ringo e della malvagità di Rey, è tempo di tornare al conflitto con gli alieni cattivi (cattivi???): il numero si chiude con un bel cliffhanger, nel quale ovviamente il personaggio che diresti più abile in combattimento, più spietato e più...invincibile è proprio il primo ad avere la peggio durante un dogfight spaziale ed a schiantarsi con la propria navicella sull'ostile pianeta alieno. Una roba che a Chuck Norris non sarebbe mai successa, ma siccome stavolta preferisco evitare spoiler la chiudo qui, dico un'altra volta "Gigi Cavenago" sorridendo ebete, e - col sospetto che le sorprese non siano finite qui - rimando l'appuntamento al 16 gennaio 2014, quando in tutte le edicole uscirà il numero 4 di Orfani, intitolato "Spiriti nell'ombra".


Orfani #3, se qualcosa può andar male, lo farà.

19.12.13

Movimento dei Forconi: chi ci guadagna?

Il Movimento dei Forconi è prepotentemente salito alla ribalta della cronaca con la mobilitazione "Fermiamo l'Italia", durante la quale in tutto il Paese si sono svolte manifestazioni di vario genere, attraverso le quali si è dato voce al crescente malessere sociale generato dalla perdurante crisi economica. Non è mia intenzione mettere in discussione le ragioni della gente che è scesa in piazza, o le intenzioni delle persone che hanno spinto quella gente a scendere in piazza, ma la domanda sorge spontanea: alla fine, chi ci guadagna?

Mettetevi nei panni dell'elettore pigro, disinformato e disattento (una minima minoranza dell'elettorato italiano, ça va sans dire): quale percezione ha costui degli eventi di questi giorni? L'elettore pigro, disinformato e disattento sente dire che c'è un mucchio di gente che scende nelle piazze a protestare contro il governo Letta, che ci sono scontri con le forze dell'ordine e che pure i fascisti (...ah, quelli sono bravi a nascondersi, ma alla fine emerge sempre la loro vera natura!) fanno parte della partita. L'elettore pigro, disinformato e disattento sente anche dire che i leader di questa gente arrivano in piazza a bordo di una Jaguar (autogoal pazzesco, dal punto di vista dell'immagine, NdS), pensa all'automobile nel suo garage e sente che in tutto quel vociare qualcosa non quadra.

L'elettore pigro, disinformato e disattento pensa inoltre che prima, nelle piazze, c'erano i Grillini e che invece adesso ci sono i Forconi, solo che la faccenda sembra essere diventata un filo più radicale. Oddio, chi lo salverà? Chi salverà l'elettore pigro, disinformato e disattento dal governo delle tasse, servo della globalizzazione e delle banche? Chi lo salverà dalla violenza di piazza? Chi si ergerà a leader dei moderati che vogliono solo il bene dell'Italia e degli italiani? Insomma: alla fin fine, e senza tirare in ballo le sacrosante motivazioni della gente che è scesa nelle piazze e sulle strade, chi ci guadagna?

Chi ci guadagna?

13.12.13

Truffe Postepay: la lunga, lunghissima attesa per il rimborso

Alzi la mano chi, tra di voi, ha avuto la sventura di scegliere Postepay come propria carta prepagata e, dopo essere rimasto vittima di una truffa telematica, ha dovuto sfoggiare la pazienza di Giobbe prima di ricevere il dovuto rimborso.

Ricapitoliamo quanto accaduto ormai quasi un anno fa: il 17 gennaio 2013 denuncio ai carabinieri una truffa telematica (poca roba: un simpaticone ha acquistato una chiave per sbloccare il videogioco Dishonored a mie spese...spero che non gli sia piaciuto), ed invio a Poste Italiane la mia bella lettera di reclamo - non prima di aver dovuto allegramente sborsare altri 6 € per recuperare il denaro rimasto in giacenza sulla Postepay, che ovviamente avevo bloccato.

Il 31 maggio 2013, soltanto (...) 4 mesi dopo la mia denuncia, ricevo da Poste Italiane una bella lettera nella quale mi si informa che sono finalmente state attivate le procedure per il rimborso. Mi si informa anche che, come previsto dalle Condizioni Contrattuali della Carta Postepay, la custodia delle credenziali di utilizzo della carta è di mia esclusiva responsabilità e che "pertanto Poste Italiane si riserva, laddove dovessero emergere profili di dolo o colpa grave a Lei imputabili, di agire nelle sedi più opportune per il recupero delle somme rimborsate". Quali somme rimborsate?...

Ad oltre 5 mesi dalla lieta novella dell'attivazione delle misteriose procedure di rimborso, infatti, dei miei soldi non avevo visto neanche l'ombra, e pure di Poste Italiane a dir la verità si erano - come dire? - perse le tracce: a metà ottobre 2013 telefonavo dunque al numero 800.00.33.22 (BancoPosta risponde). L'operatore prima mi faceva notare che le (fantomatiche) procedure di rimborso non prevedevano un rimborso immediato della somma, e poi restava di stucco quando gli facevo notare che il mio reclamo risaliva a gennaio. Veniva dunque aperta una pratica, mi veniva fornito il numero di tale pratica ed assicurato che entro una settimana sarei stato contattato...

Credo non sia strettamente necessario sottolineare come, in realtà, la settimana successiva fossi stato nuovamente io a dover telefonare alle Poste Italiane, visto che nessuno si era preso la briga di richiamarmi. A fine ottobre 2013 sembra finalmente smuoversi qualcosa: mi telefona qualcuno da Poste Italiane, solo che siccome è di un altro ufficio rispetto a quello al quale avevo telefonato io (?) gli devo fornire nuovamente tutte le informazioni che avevo già fornito in precedenza. Poco male: mi viene assicurato che a breve sarei stato richiamato...

E così arriviamo ad oggi, 13 dicembre 2013: indeciso se attendere il 17 gennaio 2014 per festeggiare insieme a Poste Italiane il primo anniversario del mio reclamo e i primi 12 mesi di attesa per ricevere da Poste Italiane il rimborso, o telefonare immediatamente per chiedere che fine avessero fatto i miei soldi, opto per questa seconda opzione. Peccato che ne' il numero 800.00.33.22, ne' il numero 803.160 (Contact Center di Poste Italiane) sembrano funzionare: quantomeno il form per inviare una email funziona...ma alzi la mano chi, tra di voi, ha quasi esaurito la pazienza di Giobbe.

Continua, ve lo assicuro...

Chissà di quanta pubblicità negativa avranno bisogno le Poste Italiane prima di rimborsarmi?

11.12.13

Project Eternity cambia nome e diventa Pillars of Eternity

Aggiornamento ricco, ricchissimo quello pubblicato questa notte su Kickstarter per Project Eternity, il gioco di ruolo old-style in sviluppo presso Obsidian Entertainment e finanziato tramite le donazioni dei giocatori anziani dentro (ma anche fuori, in alcuni casi) alla disperata ricerca di un gioco di ruolo come quelli di una volta.

In primo luogo, Project Eternity cambia nome (nessuna sorpresa in merito) e diventa Pillars of Eternity: il nuovo logo (vedi sotto) è caruccio ma non mi fa impazzire. Ma Project Eternit...ehm, sorry: Pillars of Eternity mica l'ho finanziato per il bel logo. L'ho finanziato perchè sono un giocatore anziano dentro (ma soprattutto fuori), e dopo che qualche anno fa Bioware aveva detto di avere per le mani il successore di Baldur's Gate mi piacerebbe tanto trovare un gioco che lo fosse sul serio, e smettere di ridere.

Pillars of Eternity: il logo.

In secondo luogo, ed è notizia che i backers (ovvero coloro che, proprio tramite Kickstarter, avevano finanziato il progetto) attendevano con ansia, sul sito ufficiale del gioco è finalmente attiva la sezione - anche detta, pensa un po', Backer Portal - attraverso la quale indicare con precisione in quale modo si intenda suddividere la cifra offerta ad Obsidian. Purtroppo al momento sembrano esserci dei problemi con la procedura di login, perlomeno se siete tra quelli che in passato si erano già registrati sul sito, ma credo che entro breve sarà tutto risolto.

Manage your pledge. Now.
Infine, last but not least, con quest'ultimo ricco, ricchissimo aggiornamento pubblicato da Obsidian Entertainment su Kickstarter ecco arrivare fresco-fresco un nuovo trailer di Pillars of Eternity, che a pensarci bene e a voler essere tremendamente fiscali sarebbe il primo trailer di Pillars of Eternity, anzi il primo "gameplay teaser". Chiamiamolo semplicemente "video", godiamocelo e poi torniamocene mesti alle nostre tane, in attesa che Pillars of Eternity venga pubblicato e giunga (nel corso del 2014) a lenire le pene di noi videogiocatori anziani. Dentro e fuori.


8.12.13

The Witcher 3: Wild Hunt sarà anche bello da giocare?



Che The Witcher 3: Wild Hunt sarebbe stato bello, bellissimo da vedere l'avevamo capito già da un pezzo, e il trailer rilasciato nel corso dei VGX 2013 non ha fatto che confermare...che ci sbagliavamo: The Witcher 3: Wild Hunt sarà assolutamente fuori di testa, da vedere, sarà qualcosa che i giornalisti più illuminati - e avventati - non mancheranno di definire pomposamente come "next gen".

La realtà è che il terzo e conclusivo capitolo delle avventure videoludiche di Geralt di Rivia, il carismatico personaggio uscito dalla geniale penna dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski (pubblicato in Italia da Editrice Nord) è già ora tecnicamente impressionante, e non posso fare a meno di domandarmi con malcelato terrore di quale hardware avrò bisogno per far girare decentemente tutto quel ben di dio: città enormi, vallate sconfinate, illuminazione spettacolosa...roba che un redattore di schede prodotto non potrebbe resistere alla tentazione di parlare di adrenalina, stato dell'arte ed interi generi che vengono ridefiniti.

Passata la sbornia da nuovo trailer, a me una domanda resta...e non è relativa alla grafica del gioco: The Witcher 3: Wild Hunt sarà anche bello da giocare? CD Project Red stavolta ha messo sul piatto una scommessuola mica da ridere, ovvero calare il buon Geralt in un enorme mondo open world, una roba completamente diversa dai mondi "ad aree" visti nei primi due capitoli. Non posso togliermi dalla testa l'idea che soltanto dei geni a livello leonardesco potrebbero riuscire nell'impresa di salvaguardare, all'interno di un dispersivo mondo open world, quelli che secondo me sono i veri punti di forza della serie: una trama ottimamente costruita e personaggi caratterizzati fino al midollo.

Per dire, anche Bethesda - mica i figli del prete - non è che ci riesca benissimo nei suoi The Elder Scrolls. E di giochi spaccamascella da vedere ma pallosi da giocare (Crytek e Rise: Son of Rome anyone?...) ne abbiamo già fin troppi. Geralt ci stupirà un'ultima volta?

7.12.13

Grillo, i giornalisti cattivi e i leoni da tastiera

Succede, in democrazia, che un giornalista scriva cose che non piacciono. Quel che non dovrebbe succedere, in democrazia, è che un giornalista che ha scritto qualcosa che non ti piace venga prima esposto sulla rete al pubblico ludibrio e quindi travolto da una marea di insulti e minacce.

E' quello che è successo a Maria Novella Oppo, autrice della rubrica "Fronte del Video" ed involontaria protagonista della prima puntata dell'innovativa rubrica "Il giornalista del giorno" sul blog (che non linko, così agli occhi dei grillini sembro ancora più cattivo e magari nella lista di proscrizione ci finisco anche io!) di Beppe Grillo. In questa simpatica rubrica il comico genovese invita a sputtanare il giornalista del giorno al grido di "inserite i falsi articoli e le informazioni sul giornalista che li ha firmati".

Ora.

La questione non è se l'articolo della Oppo che ha scatenato la reazione di Grillo e dei grillini contenga falsità oppure sia semplicemente l'espressione dell'opinione della giornalista: il problema non è capire se quell'articolo sia espressione di cattivo giornalismo o di buon giornalismo, insomma, anche se la parte meno populista e più riflessiva dell'elettorato 5 Stelle vorrebbe farcelo credere, deviando l'attenzione dal vero problema. Il vero problema è la reazione popolare becera, agghiacciante e sconfortante alla quale abbiamo dovuto assistere.

La rete è stata travolta da una marea di leoni da tastiera a 5 Stelle che al grido di "sulla rete vale il liberi tutti" hanno vomitato ogni genere di nefandezza contro la giornalista, apostrofata nelle maniere più disparate ed alla quale è stata augurata e/o minacciata la morte con modalità una peggiore dell'altra. Ahinoi. Non più tardi di ieri scrivevo a proposito dei simboli che ci meritiamo, e dell'onda di protesta che sta cavalcando Grillo: a tal proposito inizio ad avvertire distintamente un odore pungente, un odore che si attacca al naso e non lo lascia più.

Un odore sempre più forte, come di qualcosa che si sta avvicinando. Come se una gigantesca, definitiva, apocalittica ondata di non so ancora bene cosa stesse per travolgere quel che resta della democrazia, quel che resta dell'Italia. Quel poco che resta.

E' già capitato, chiedere a Marco Tullio Cicerone.

6.12.13

I simboli che ci meritiamo

Ieri in Sudafrica moriva a 95 anni Nelson Mandela, un uomo che nel nome della lotta all'apartheid aveva passato in carcere 27 anni della sua vita, un uomo che una volta tornato libero aveva continuato a lottare per un Paese senza discriminazioni (chiunque altro al posto suo avrebbe ceduto alla tentazione della rivalsa, ne sono certo), un uomo pronto a morire per un ideale. Se è vero - ed è vero - che il popolo sudafricano ha perso un padre, è altrettanto vero che il mondo intero ha perso un simbolo.

Insomma, viene da riflettere su questa faccenda dei simboli: Mandela rappresenta ("rappresenta", non "rappresentava") la speranza del mondo, la certezza che esiste un sistema di valori davanti al quale tutta la dialettica o lo scetticismo dei quali sono capaci le persone devono arrendersi, e solo la stupidità persevera. Mandela è un simbolo per il futuro, la dimostrazione che l'essere umano in fondo ha qualcosa di positivo da offrire al pianeta, una storia sulla quale riflettere e sulla quale far riflettere le prossime generazioni, quando ricapiterà - perchè ricapiterà - che qualcuno provi a sottomettere qualcun altro.

Anche noi italiani abbiamo i simboli che ci meritiamo, a pensarci bene: Silvio Berlusconi, che come Mandela sostiene di lottare per la libertà...e per decenza non aggiungo altro; Beppe Grillo, che nell'infinita smania di cavalcare l'onda della protesta probabilmente non capirà mai cosa fare una volta che l'onda sarà giunta a riva; la Terra dei Fuochi, simbolo di una Nazione che avvelena sé stessa e se ne fotte finchè - per colpa di quei veleni - non inizia a morire; i sindaci anti-mafia che vengono arrestati per mafia; i politici senza vergogna che commettono ogni sorta di nefandezze e non solo restano ai propri posti, ma ottengono addirittura nuove poltrone; gli imprenditori disonesti che passano da un fallimento all'altro e riescono ad arricchirsi, mentre i poveri diavoli non arrivano a fine mese...e potrei proseguire, se non avessi il voltastomaco.

Ieri in Sudafrica moriva un simbolo, qui in Italia sono vent'anni che muore il futuro e noi ce ne fottiamo allegramente.

Simbolo della speranza del mondo.
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