15.3.06

I rischi dell'attore

Quello dell'attore è uno dei mestieri più pericolosi del mondo. Non vi è alcun dubbio in proposito.

Punto primo: quando un attore entra in un personaggio, e ci riesce particolarmente bene, corre il dannato rischio che a passare alla storia sia proprio il suo personaggio, e non lui. La macchia, l'invenzione, la finzione entra nei cuori della gente, il mito passa di bocca in bocca, e l'attore non può fare a meno di rendersi complice di questo crimine.
Ai posteri resterà il ricordo di una maschera, di una performance, di una menzogna...e il nome dell'attore finirà tra le questioni secondarie.
Punto secondo:
la vita dell'attore prevede che il bravo professionista di successo passi da una interpretazione all'altra, da un ruolo all'altro, da un palcoscenico all'altro, quasi senza soluzione di continuità. Riuscire a dare carne, spirito e -in buona sostanza- vita a mille personaggi differenti può senza dubbio alimentare l'ego dell'attore, ma lo costringe prima o poi a fare i conti con il pericolo di far confusione tra palco e platea.

Chi per passione e lavoro è solito indossare una dopo l'altra tante maschere, finisce per trasformare un diletto in una malattia. Non smettere mai di recitare è il destino più beffardo al quale si possa andare incontro.
Avrei voluto chiedere e Sempavor cosa ne pensasse lui, dell'argomento; avrei voluto sapere se, secondo lui, fosse possibile smettere di recitare, togliersi tutte le maschere e metterle da parte magari solo per un attimo.
Un breve attimo nel quale sbirciare il proprio reale aspetto, giusto per rinfrescarsi la memoria.

Quel vigliacco d'un bandito però se n'è andato prima del previsto, e io la curiosità non me la sono tolta.
Continuo a chiedermelo. Smessa una maschera, che resta?...il coraggio di un uomo?

Può anche darsi, ma io non sono mica un uomo. Sono un attore, e dunque mi tengo la curiosità.
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