2.3.12

No Tav: non ci sono più i provocatori di una volta...


Il "leone" e la pecorella.

Tutti abbiamo visto e rivisto il video che vede protagonista un manifestante "no Tav" mentre insulta e provoca un rappresentante delle forze dell'ordine, che ovviamente mantiene il sangue freddo ed evita reazioni; il "leone" e la "pecorella", insomma.

In questa brutta vicenda, a parer mio, c'è un...dettaglio che penso sia oltremodo chiaro: il manifestante che si diverte ad insultare il carabiniere altri non può che essere se non un provocatore infiltrato tra i bravi manifesanti. Andiamo! Il tentativo di gettare fango sull'intero movimento "no Tav" tramite questo video è talmente chiaro che non ci vuole certo un genio per rendersene conto.

Bisognerebbe essere oltremodo ingenui per comportarsi in quella maniera davanti ad una telecamera: qualsiasi persona sana di mente, infatti, davanti alle immagini di un ragazzotto che provoca un carabiniere dandogli (tra l'altro) della "pecorella" non potrebbe che schifare l'intero movimento che - si suppone - in quel frangente di troverebbe ad essere rappresentato dal ragazzotto.

Bisognerebbe essere oltremodo ingenui per sputtanare definitivamente - in nemmeno due minuti - un movimento che, di suo, ha già dato prova di intenti autolesionistici. Bisognerebbe essere oltremodo ingenui per fornire all'opinione pubblica - su un piatto d'argento - un'altra (ottima) ragione per dare contro ai manifestanti. Eh già: bisognerebbe essere oltremodo ingenui.

E' in conclusione chiaro l'intento del protagonista del video: gettare fango sull'intero movimento "no Tav" facendosi tranquillamente riprendere mentre provoca e insulta le forze dell'ordine (come un Balck Block qualsiasi, dio li abbia in gloria ma anche no). Trattasi dunque di un provocatore infiltrato tra i bravi manifestanti, e razionalmente - lo ribadisco - non può essere altrimenti: se io fossi un bravo manifestante, infatti, davanti a quel video mi incazzerei di brutto. E non col carabiniere.
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