20.1.08

A chi fa paura il Papa?

Oh, chiariamo subito un "dettaglio": io in Dio non ci credo.

A chi fa paura il Papa?
Com'è noto, la programmata visita di Benedetto XVI all'università La Sapienza di Roma, in occasione dell'apertura dell'anno accademico, è saltata a causa della presa di posizione di alcuni "liberi pensatori" (definiti da altri "esponenti di una cultura di sinistra vetero-marxista", e non è che ci siano andati tanto lontano).
Di fronte a tale presa di posizione, al Santo Padre non era restata altra scelta che rinunciare alla visita.

Apriti cielo.
Alcuni dei "liberi pensatori" scendono in piazza, accusando il Papa di aver rinunciato alla visita per "motivi di opportunità politica"...

( si rotola in terra dalle risate, cade dalla sedia e con grande sforzo riesce a ricomporsi, tornando alla tastiera del PC e ricominciando a scrivere)

Cioè, fatemi capire: se devo andare a far visita a qualcuno, e mi rendo conto di non essere gradito a tutti i miei ospiti, io per buona crenza (e per evitare inutili e perisolose tensioni) rinuncio alla visita; semplice, onesto, inevitabile.
E ora questi "liberi pensatori" mi vengono a dire che il Papa ha rinunciato alla visita per "motivi di opportunità politica"...

(ancora una volta si rotola in terra dalle risate, cade dalla sedia e con grande sforzo riesce a ricomporsi, tornando alla tastiera del PC e ricominciando a scrivere)


Evitando ulteriori commenti su quella che è chiaramente un'affermazione dialetticamente povera e facilmente falsificabile, mi viene spontanea una domanda: a chi fa paura il Papa?
Perchè evitare il confronto con il massimo esponente della Chiesa Cattolica? Perchè mettere le mani avanti, e senza nemmeno conoscere il contenuto del discorso che Benedetto XVI avrebbe tenuto all'inaugurazione dell'anno accademico?
Non conosco la risposta, ma so che solitamente chi evita il confronto lo fa perchè sa di non avere gli argomenti e la capacità di sostenerlo.
Era scontato che la presa di posizione contro la visita avrebbe portato il Papa a rinunciare alla visita stessa, evitando di conseguenza il confronto di opinioni tra quei "liberi pensatori" e il massimo esponente della Chiesa Cattolica.

Mi viene da dire che le critiche al Papa siano state fatte per motivi di opportunità politica, o meglio, che quelle fossero le intenzioni: mi pare ovvio, infatti, che da questa vergognosa vicenda a uscirne con le ossa rotte non sia stato Benedetto XVI, ma i "liberi pensatori" che l'altro giorno manifestavano fuori de La Sapienza protestando per una visita mancata, visita che loro stessi avevano fatto in modo che non avvenisse mai.

Io in Dio non ci credo, ma sono convinto che Benedetto XVI abbia molto da insegnarmi.
E non parlo mica di religione, ne', perchè a me quella non interessa.

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