5.11.13

L'ultimo sogno longobardo? Avere un'edizione senza refusi!

Ognuno di noi - perlomeno limitatamente a chi certi luoghi ancora li frequenta - ha una libreria di fiducia. Noi gggiovani che da anni passiamo le nostre sfrenate estati nella ridente Liguria siamo però un passo avanti rispetto alla massa di bibliofili standard, perchè oltre alla libreria "sotto casa" abbiamo anche la libreria di fiducia delle vacanze: un luogo dove recuperare piccole perle che spesso, a causa dell'insormontabile catena dell'Appennino Ligure, non varcano mai i confini della regione.

Non credo sia il caso del romanzo storico L'ultimo sogno longobardo, scritto dall'imperiese Ugo Moriano ed edito dalla genovese Coedit Edizioni, entrato nella sestina di finalisti del Premio Bancarella edizione 2013 e che, dunque, presumo abbia felicemente oltrepassato la suddetta insormontabile catena; nel caso mi sbagliassi, io il libro l'ho comunque trovato ed acquistato nella mia libreria di fiducia delle vacanze, e quindi mi ritengo soddisfatto così. Questo romanzo è in sostanza il seguito del precedente Arnisan il longobardo e, seppur di tanto in tanto ci si imbatta in evidenti richiami alle vicende narrate nel romanzo precedente, L'ultimo sogno longobardo si legge tranquillamente anche come titolo stand-alone.

Niente da dire sulla qualità dell'opera, "un romanzo epico e cavalleresco che, prendendo avvio nel 773 con la battaglia di Pulchra Silva, oggi Mortara, si conclude agli albori del nono secolo", ma questa considerazione potrebbe - e sottolineo potrebbe - essere condizionata dal mio essere completamente ed espressamente di parte, in quanto appassionato di medioevo e di tutto quello che abbia anche solo lontanamente a che fare con il medioevo. In ogni caso questo romanzo di Moriano può essere paragonato ad un buon videogioco strategico a turni, con l'unica differenza che mentre nell'ambito videoludico ti ritrovi a dire "un altro turno e poi smetto", per poi accorgerti di aver giocato fino a notte fonda, con L'ultimo sogno longobardo ti ritrovi a dire "un altro capitolo e poi smetto"...e pure in questo caso hai fatto le ore piccole. Divertendoti.

E' facile appassionarsi alle vicende dei vari personaggi che si alternano sulla scena della Storia (e della storia, con la "s" minuscola), e seppur i longobardi di Moriano passino veramente da una sfiga all'altra senza soluzione di continuità non si avverte quella sensazione di "riscatto imminente" che, puntuale come le tasse, in altri romanzi lascia il lettore con la buffa sensazione di essere preso per il culo dall'autore, che prima ti intristisce combinandone di cotte e di crude al protagonista, e poi improvvisamente tira fuori dal cilindro il colpo di scena che rimette le cose a posto. In altre parole, questo non è un romanzo in cui prima o poi l'eroe si rialza e la mette in quel posto al cattivo che aveva spadroneggiato fino ad un secondo prima: qui ci sono solo persone in qualche modo normali che affrontano quella che noi già sappiamo essere una battaglia persa contro la Storia...ma non scendo nel dettaglio per evitare fastidiosi spoiler.

Il problema però, perchè quest'opera un problema - e grosso - lo presenta, non è la qualità del romanzo. Il problema è la qualità del libro, dell'edizione. Premesso che la copia in mio possesso risulta stampata nell'ottobre 2012, e di conseguenza non posso escludere che si sia corretto il tiro in edizioni successive, a minare con perizia e pervicacia la pazienza del lettore medio è la quantità spropositata di refusi che costellano il volume e che rendono difficoltosa la lettura. Errori di battitura, articoli e congiunzioni mancanti (o di troppo), ortografia traballante: viene da pensare o che sia mancata del tutto una revisione finale o che per errore si sia data alle stampe una versione non revisionata del romanzo. L'ultimo sogno longobardo dura 494 pagine, ma già dopo un centinaio mi sono dovuto fare forza per soprassedere e proseguire nella lettura, poichè come detto il romanzo in sé è degno di essere letto.

Due parole infine per la...discutibile copertina: un ardito mix di 3 immagini - una, quella inferiore, oltretutto palesemente in bassa risoluzione!!! - che non sfigurerebbe come locandina di una brutta fiction italiana in costume, e che per fortuna non mi ha dissuaso dal prendere comunque in mano il libro per leggere di cosa si trattasse. Se fossi stato meno ostinato e mi fossi fermato alla copertina, come fanno i lettori più casual, avrei bollato il romanzo come un polpettone storico da cestone del supermercato e l'avrei lasciato sullo scaffale. Ma questi sono gusti personali. Piuttosto: sul sito dell'editore, nella pagina dedicata alla collana della quale L'ultimo sogno longobardo fa parte, il libro nemmeno compare. Poi lamentiamoci che gli italiani comprano sempre meno libri, mi raccomando.

Ugo Moriano
Coedit
14,90€
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