7.11.13

Italia, ignoranza, miseria

Se penso agli italiani di oggi, a tanti italiani di oggi, i termini che mi vengono in mente sono ignoranza, prepotenza, arroganza, violenza, maleducazione, furbizia, miseria. Ma soprattutto ignoranza.
Un'ignoranza figlia della prepotenza e dell'arroganza, figlia della convinzione che urlando più forte del prossimo si finisca per avere sempre ragione; un'ignoranza che si tramanda e si centuplica generazione dopo generazione, in una degenerazione inevitabile che finisce per demolire il tessuto sociale.
 
Un'ignoranza madre della miseria più bieca, una miseria che è allo stesso tempo morale e materiale: della prima, a questi italiani capaci solo di abbaiare come cani rabbiosi, non importa nulla poichè essi non sono nemmeno in grado di concepirla; della seconda, ben più tangibile e classificabile, costoro incolpano il resto del mondo. E il cerchio di ignoranza, prepotenza, arroganza, violenza, maleducazione, furbizia e miseria si chiude.

Se penso agli italiani di oggi, a tanti italiani di oggi, vedo solo relitti che di umano mantengono ben poco, bestie che passano la vita a latrare finchè, semplicemente, non incontrano qualcuno che abbaia più forte di loro. E, così come erano entrati in scena, spariscono senza lasciare ricordi o rimpianti.

Sopportando ci stiamo condannando da soli.

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