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24.3.13

Tre buoni motivi per visitare Firenze - La lingua

L'Arno non sarà più d'argento come ai bei tempi, ma di buoni motivi per visitare Firenze ne restano ancora parecchi. L'importante è non scadere nell'ovvio andando a citare la Cupola del Brunelleschi, gli Uffizi, Ponte Vecchio o la Cappella Brancacci, perchè in questi tempi moderni il viaggiatore è più smaliziato e va alla ricerca della vera identità di un luogo. Eccoci arrivati al terzo appuntamento della serie "Tre buoni motivi per visitare Firenze".

LA LINGUA - E' cosa risaputa che spesso si viaggia per imparare le lingue, e cosa c'è di meglio che recarsi a Firenze per imparare una nuova lingua? Taluni potranno scadere nella frase fatta secondo la quale a Firenze e in generale in Toscana viene parlata una lingua che, semplicemente, non prevede l'utilizzo della lettera "c", ma nell'intercalare dei locali c'è decisamente di più. A Firenze, ad esempio, per uno straniero è fondamentale evitare di fare come il moscondoro, che gira gira casca sempre nella merda (ovvero bisogna evitare di girovagare a casaccio, perchè si rischia di finire in qualche postaccio).

Ancora: siccome quando si viaggia è importante trovar bel tempo, è utile sapere che a Firenze burrasche e puttane le vengan di Pistoia, il che sta ad indicare che il maltempo arriva sempre da ovest. Spesso inoltre un viaggio non dura che il tempo di un week-end, e quindi il turista accorto deve evitare di fare come il Lica, che lo metteva nel culo alla moglie per serbarle la fica (alta parafrasi per significare che spesso il gioco non vale la candela, e dunque è necessario scegliere con accortezza il proprio piano di viaggio). Ma l'insegnamento più elevato che ci giunge dalla lingua fiorentina, l'avvertimento più utile al turista che sia in procinto di visitare la città, è il seguente: senza lilleri, un si lallera. Senza quattrini, non si fa nulla...

Dante, o kome tu ti sei konciato?

23.3.13

Tre buoni motivi per visitare Firenze - La Fiorentina

Firenze, città d'arte, città dei Medici, culla dell'italico idioma, eccetera eccetera eccetera: al viaggiatore moderno queste cose però non interessano, egli è alla spasmodica ricerca di tutti quegli elementi che rendono veramente unica la località che egli ha deciso di visitare. Per la serie "Tre buoni motivi per visitare Firenze", eccoci arrivati al secondo buon motivo (ma buono per davvero) per visitare, appunto, l'ottavo comune italiano per numero di abitanti.

LA FIORENTINA - Qualche sprovveduto avrà sicuramente frainteso l'oggetto del presente elogio, lasciando viaggiare la propria fantasia verso lidi culinari invitanti e carnosi al punto giusto, ma egli erra. Non è mia intenzione infatti parlare del taglio della lombata del vitellone di razza chianina, che sapientemente cucinato dalle toscane mani si trasforma nella bistecca più famosa del mondo, ma della AC Fiorentina, la locale squadra calcistica caratterizzata dal colore viola e dallo stemma raffigurante un giglio bottonato rosso in campo bianco.

Nei favolosi anni '70 il labaro viola garriva al vento come se non ci fosse un domani, soprattutto quando i casi della vita portarono sulla strada della Viola una squadra umbra a caso. In tali occasioni, lottando con vigore, la squadra fu effettivamente di Firenze "vanto e gloria", poichè su quattro incontri rifilò quattro-sconfitte-quattro alla malcapitata squadra umbra: a mettersi particolarmente in luce furono Sergio Clerici e Claudio Desolati, olè. Furono inequivocabilmente ore di sconforto per gli uni, e ore di vittoria per gli altri.

Stagione 1972/1973
13a giornata
Fiorentina - Ternana 2-1
7° Clerici
57° Clerici
89° Rosa (rig.)
28a giornata
Ternana - Fiorentina 0-1
36° Desolati

Stagione 1974/1975
1a giornata
Ternana - Fiorentina 0-1
45° Desolati
16a giornata
Fiorentina - Ternana 2-0
63° Pellegrini
89° Saltutti

 
Sergio Clerici uno di noi!

22.3.13

Tre buoni motivi per visitare Firenze - Il lampredotto

Quanti motivi ci possono essere per visitare una città meravigliosa come Firenze?

O meglio: quanti motivi non banali ci possono essere per visitare una città meravigliosa come Firenze, senza scadere nella solita solfa trita e ritrita della città d'arte, dei Medici, della Firenze Capitale d'Italia dal 1865 al 1871 o della Fiorenza intesa come culla della lingua italiana? Quali sono i tre motivi per i quali un viaggiatore moderno e scaltro dovrebbe visitare una città meravigliosa come Firenze? Iniziamo dal primo.

Il LAMPREDOTTO - Il lampredotto è un succulento ed irresistibile piatto povero tipico della cucina fiorentina, e deriva da uno dei quattro stomaci dei bovini, ovvero l'abomaso, il quale è formato da una parte magra detta gala, e da una parte  grassa detta spannocchia. Mentre la prima è caratterizzata da piccole creste, esattamente come la rosa del Milan di quest'anno, la spannocchia ha un colore più scuro, come gran parte dei giocatori che compongono la rosa del Milan di quest'anno.

Tale prelibatezza, nella sua forma, somiglia parecchio alla lampreda, un tipo di anguilla che ai tempi d'oro popolava con soddisfazione l'Arno d'argento: ecco spiegata l'origine del termine lampredotto. E' possibile ottenere questa golosità nei millemila chioschi sparsi per la città, detti con fantasia tutta fiorentina "lampredottai". Il lampredotto viene cotto in acqua con pomodoro, cipolla, prezzemelo e sedano, ed è possibile gustarlo o alla stregua di un normale bollito (con tanto di salsa verde a profusione), oppure alla maniera preferita dagli autoctoni, ovvero tagliato a tocchetti e servito come ripieno di un panino toscano salato, detto "semelle".

Man vs Food, la sfida finale.

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