5.8.10

La Sindrome da Google

"Cribbio oggi mi prude il sedere"; "Mmm...cosa sarà questo formicolio alle gambe?"; "Mi fa male il braccio sinistro, che roba strana...: quale mai sarà la soluzione più rapida ed efficace per trovare risposte ai problemi di salute che quotidianamente ci affliggono? Ma ovvio, una bella ricerca su Google!

Inserisci i sintomi che stai accusando, e con un click ti ritrovi davanti a pagine e pagine e pagine di risultati (se sei una persona di spirito puoi direttamente cliccare sul bottone "Mi sento fortunato"), con minuziose descrizioni della sintomatologia delle malattie più terribili del mondo, tonnellate di domande poste da persone terrorizzate come te, e soprattutto tante belle pagine che ti spiegano per filo e per segno quale malattia ti abbia colpito, e ti danno anche degli utili consigli su quale specialista contattare...da qui nasce la malattia nota come Sindrome da Google, nota perlomeno ad uno specialista che...ehm...per vie traverse mi è capitato di incontrare.

Intendiamoci: non è mia intenzione criticare o incolpare il noto motore di ricerca, ma quando pensi ad un motore di ricerca il primo nome che ti viene in mente è proprio quello (un motivo di vanto, direi!); come dire che la colpa non è dello strumento, ma dell'uso che se ne fa.

La Sindrome da Google è la via principale per trasformare un semplice prurito alle chiappe in una malattia mortale per guarire dalla quale è imperativo procedere immediatamente ad un trapianto di glutei; un indolenzimento diventa in un attimo una bella forma di sclerosi multipla; il male al braccio sinistro si trasforma in una frazione di secondo nell'avvisaglia di un infarto che arriverà tra 10 secondi, 9...8...7...

Non è col terrore e con le risposte autofabbricate che si comprendono i problemi, e poi li si risolvono: non è così che dovrebbero funzionare le cose in un mondo normale. In un mondo normale si scopre il problema (se si è fortunati, perchè a volte nemmeno ce ne accorgiamo), lo si valuta, lo si comprende, e poi si studiano le varie soluzioni disponibili. Insomma, c'è sempre tempo per andare nel panico, e se oggi vi prude il sedere le mani usatele per grattarvelo, invece di mettervele tra i capelli dopo una rapida capatina in qualche motore di ricerca...
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