1.2.15

Dragon Age: Inquisition, un arrosto nella Valle del Fumo

Dopo 62 ore di gioco, e con un counter tristemente fermo ormai da un mese, l'unica definizione che mi viene in mente è "un arrosto nella Valle del Fumo": ecco cos'è Dragon Age: Inquisition, ultima fatica di Bioware e prodotto che nelle intenzioni di publisher e sviluppatore era destinato a risollevare le sorti di un brand caduto in disgrazia con il disgraziatissimo secondo capitolo.

Dici: 62 ore di gioco sono una bella cifra, evidentemente il prodotto non deve averti poi fatto tanto schifo! Ebbene si, lo ammetto: le basi ci sono, il lore della saga è rispettato e ben utilizzato, i comprimari sono notevoli (non tutti) e quasi quasi ti spiace lasciarne qualcuno a Skyhold a fare la muffa, la trama è accettabile, il motore grafico (il Frostbite 3) gira che è una bellezza...eppure se è vero che Dragon Age 2 era come un Filet-O-Fish, che è buono il primo ma dal secondo in avanti il panino sempre quello è, e se esageri ti viene il soffocone, questo Dragon Age: Inquisition è - appunto - un godibile arrosto perso però nella malfamata Valle del Fumo.

62 ore di gioco, durante le quali ho macinato livelli su livelli ed avrò completato un gazillione di missioni secondarie...ma ho appena intaccato la main quest: Dragon Age: Inquisition si perde e ti fa perdere in un'infinità di cose da fare che alla lunga finiscono per disorientare. E' un brodo allungato con i migliori ingredienti, ma cucinato in maniera tale da lasciarti un certo retrogusto, difficile da identificare finchè su qualche sito internet non leggi che, nelle primissime fasi del progetto, quando il nome in codice era "Blackfoot", il nuovo gioco di ruolo single player di Bioware sarebbe dovuto essere nientepopodimenoche un MMORPG, un gioco di ruolo online di massa.

E allora capisci come mai, in-game, ci siano decine e decine di cavalcature diverse (da sbloccare o da acquistare nelle scuderie), quando durante il gioco solo il personaggio principale è dotato della facoltà di cavalcare e, nelle rare occasioni in cui al giocatore viene la malsana idea di premere il tasto "ì" per salire in groppa al proprio destriero, i compagni di party spariscono di scena, invece di salire a loro volta su qualche cavalcatura più o meno esotica; oppure comprendi la conformazione e la densità delle enormi mappe di gioco, fin troppo simili a quelle di un Neverwinter a caso; l'unica cosa che, ecco, proprio non è dato comprendere è per quale assurdo motivo, viste le premesse, la modalità multiplayer di Dragon Age: Blackf...ehm...Inquisition sia nata rotta, con l'impossibilità di giocare insieme ai propri amici (perlomeno a ridosso del day one, ora non saprei visto che ormai la scimmia mi è scesa).

Un arrosto nella Valle del Fumo, tanto che alla fine è bastato un piatto di cucina casalinga come Blackguards, acquistato nella Deluxe Edition in versione scatolata a 19,90 € da quei cattivoni di Gamestop (quando su Steam costava ancora la bellezza di 54,90 €!!!) ad allontanarmi da Emprise du Lion, da Skyhold e dalle Hinterlands. Che posso farci? C'è a chi piace l'affumicato. Io preferisco la ciccia.

...e Origin nemmeno supporta gli screenshot.
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