16.2.14

Orfani #5, perchè? Ma soprattutto: perchè?

Orfani, la serie a fumetti curata da Franco Busatta, Emiliano Mammuccari e Roberto Recchioni, tutta a colori, ricca di effetti speciali e colori ultravivaci e pubblicata da Sergio Bonelli Editore è arrivata al 5° albo: il titolo dell'episodio è "L'uomo con il fucile", e devo ammettere di averlo divorato. Dev'essere per questo motivo che non l'ho digerito: dovrei masticare di più e respirare tra un boccone e l'altro, me lo dicono tutti ma io lo dimentico sempre...

Il fatto è che già pregustavo il consueto post di commento all'albo a metà tra il faceto e l'idiota, quando dopo appena una manciata di tavole voltando pagina sbattevo di faccia contro un colpo di scena di quelli belli grossi, tipo la morte per spiaccicamento di Cicciobombo cannoniere con tre buchi nel sedere, alias Felix. Cioè, una roba di questo tipo avrebbe potuto dare vita ad una sequenza pressochè infinita di sbrodolamenti e facezie varie! Proseguendo nella lettura, però, mi è - come dire - passata la ridarola: per la prima volta dopo 5 numeri ripongo sullo scaffale il nuovo numero di Orfani con un pizzico di delusione. Forse è solo una questione di masticamento.

Dicevo: Felix -  Cicciobombo, a proposito del quale non più tardi del mese scorso mi chiedevo che fine avesse mai fatto, scompare dalla scena alla stessa stregua del povero coniglio che lui stesso aveva headshottato in precedenza: un momento ci sei, il momento dopo sei morto, così è la vita. Come dicevo è decisamente un bel colpo di scena, ma siccome sono di parte e Cicciobombo cannoniere con tre buchi del sedere (R.I.P.) era il mio personaggio favorito un filo mi spiace che alla sua dipartita siano state dedicate solamente quattro vignette in croce. Voglio dire: la sensazione che si vada di corsa perchè bisogna introdurre nella vicenda il barbuto Solid Snak...ehm...Raul si fa sentire forte dentro di me. Come la peperonata.

Dicevo: Raul. Che poi sarebbe l'Eremita. Che poi sarebbe il cecchino del gruppo. Che poi sarebbe, ça va sans dire, il solitario. Insomma, una cosa tira l'altra: se è comunque apprezzabile il fatto che gli autori tentino di giustificare il caratteraccio dell'italico fusto (già: Raul è italiano, probabilmente di origini romagnole), costruendogli intorno una storia sfigatissima che me lo rende addirittura quasi fico nel suo essere spietato e leggerissimamente sanguinario, a me resta l'amaro in bocca per un personaggio che non mi convince fino in fondo. Simona Ventura direbbe "non mi arriva", ma prima che io inizi ad usare un linguaggio simile per favore sopprimetemi - o fatemi mangiare fino a scoppiare.

Dicevo: non ho digerito. Non ho digerito il fatto che, mentre l'esercito umano si scapicolla all'assalto della base aliena, compare quasi per magia una stradina che porta ad un'altura che sembra fatta apposta per il nobile mestiere del camperone, dominante quale è su tutto il campo di battaglia sottostante; non ho digerito il fatto che la Mocciosa abbia da ridire quando il cecchino della squadra decide di fare il suo mestiere, scegliendo di posizionarsi strategicamente sulla suddetta altura invece di gettarsi nella pugna in prima line insieme con i compagni: non l'ho digerito in primo luogo perchè l'alterco mi sembra creato ad arte giusto per buttar lì la madre di tutte le battute "non sei mai stato uno di noi" (...sdodon!), e secondo perchè da un soldato super-addestrato quale dovrebbe essere la nostra Mocciosa uno si aspetta quantomeno la comprensione dell'ABC della strategia bellica.

Dicevo: mangio troppo velocemente, senza respirare e alla fine non digerisco. In questo caso, però, il mio problema di cattiva digestione credo sia dipeso anche dal fatto che il piatto, forse, era fin troppo ricco. Un Cicciobombo che mi defunge a tradimento ed un Raul che irrompe barbutamente in scena a me sarebbero anche bastati, ma il menù di questo Orfani #5 prevede anche una strizzatina d'occhio a tutti quei lettori (azzardo: il 95 % del totale) che sospettavano che la professoressa Juric nascondesse qualcosa dietro le tette e la benda, e che la guerra santa contro gli alieni cattivoni non fosse poi così santa. E per dessert una bella liaison tra Sam / Mocciosa e Raul / Eremita, che mi fa cariare i denti e mi fa sorgere il sospetto che la ragazzina che appena due mesi fa piangeva per la scomparsa dell'amato Ringo fosse solo una parente della tipa che ora alza la gambetta mentre il latin lover de noantri le strappa un bacio.

Dicevo: è una questione di masticamento. Ho tempo un mesetto buono per ruminare: dal 15 marzo sarà in edicola il numero #6, intitolato "...e rinascerai con dolore" e nel quale, azzardo, dovrebbe tornare a farsi vivo - fresco di corna: e rinascerai cervo a primavera, altro che dolore - il buon vecchio Ringo. Chomp - chomp. Burp.


L'uomo con il fucile spara a salve.
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