11.7.06

Mister Sempavor in fondo al pozzo

Ho gli occhi in giostra, e il collo dolente, a furia di seguire le caotiche oscillazioni che misurano lo scorrere del tempo. Quel poco che ho in testa frulla, e poi mi sveglio, sempre la mattina dopo, con lo stesso pensiero che accompagna le mie ubriacature di vita.

Passata la sbornia, smaltita l'euforia nemmeno tanto consapevole, ci si accorge di esser finiti in fondo ad un pozzo.
Non è nemmeno necessario chiedersi come mai ci si trovi ammollo, perchè tanto nessuno potrebbe saperlo con certezza; semplicemente, dopo aver tanto saltato il corpo accusa improvvisamente la fatica, le gambe cedono e la faccia sbatte violentemente contro un muro di pensieri soffici soffici.
Ed è in questo modo che finiamo nel pozzo: accompagnati da un corteo di ragionamenti randomici.

Erano sempre stati lì, nel loro angolo di testa. Sapevamo che c'erano, e anche se non sempre son aggeggi utili a tirare avanti lasciamo loro un piccolo posticino nel quale crescere e prosperare.

Questo grande pendolo che è la vita dovrebbe oscillare un po' meno.
Oppure siamo noi a farlo oscillare, perchè fatichiamo ad accettare l'idea di stare solo, sempre, incommensurabilmente, fantasticamente...bene?

vorrei un pendolo leggero, in bianco e nero
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