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7.4.14

Truffe PostePay: il silenzio assordante di Poste Italiane

A chi sia rimasto vittima di una truffa telematica sulla propria carta prepagata PostePay, eventualità peraltro nemmeno troppo rara se ci si prende la briga di fare una veloce ricerca in rete, quel che provoca più impressione è il silenzio assordante di Poste Italiane.

La mia disavventura, per dire, ormai si protrae da gennaio 2013, quando denunciavo ai carabinieri la truffa e inoltravo reclamo alle Poste Italiane: da allora è stato un continuo sbattere la faccia contro l'incompetenza, la disorganizzazione, il pressapochismo di Poste Italiane, incapaci non solo di evadere in tempi normali una semplice pratica di rimborso, ma anche totalmente inette nel patetico tentativo di offrire al cliente truffato una benchè minima forma di supporto.

Telefoni al numero verde 803.160? L'unica risposta che ottieni è "sollecitiamo". Inserisci una richiesta di informazioni nell'apposito form online? Nessuno ti risponde. Inoltri un reclamo perchè ti hanno detto che così facendo Poste Italiane è obbligata a risponderti? Ancora silenzio. Assordante. Italiano. E dei tuoi soldi neanche l'ombra.

Chiudessero, fallissero. Si eviterebbero ulteriori figure da cioccolatai.

31.3.14

Con Telecom Italia mi veniva da piangere, con Vodafone mi scappa da ridere

Fortificato dall'esperienza per cuori forti avuta (anzi, subita) con Telecom Italia, pensavo che nessun gestore della mitica combo telefono fisso + ADSL potesse farmi soffrire quanto lei: mi sbagliavo. Se con Telecom Italia infatti mi veniva da piangere, con Vodafone mi scappa da ridere: velocità di download che spesso e volentieri si attesta sotto la triste soglia di 1 Mbps, e portabilità del mio numero di telefono fisso che, per ora, si è risolta con il cordless di casa tristemente muto.

Segnalazioni che non risolvono niente, call center che tentano di truffarti facendoti sottoscrivere doppi e/o tripli contratti tirando in ballo pure Telecom Italia, segnalazioni che sarebbero state inserite nella maniera sbagliata e che vengono reinserite a sistema nella maniera giusta dopo 12 lunghi giorni durante i quali nessuno si sarebbe accorto di nulla, form di inserimento dati che non funzionano, PIN necessari ma che nessuno si è degnato di farmi avere, sms di richiesta contatto ai quali non risponde anima viva, assistenza clienti che non sapendo cosa dire continua imperterrita a posticipare la possibile soluzione dei problemi: come direbbe il grande allenatore della Juventus, Antonio Conte, pare proprio di essere di fronte ad una situazione agghiacciante.

Ammetto la mia ignoranza in materia, e magari le cose stanno proprio così, ma visto che sono felice cliente Vodafone Mobile praticamente da sempre, viene quasi da pensare che chi effettivamente si occupa del telefono fisso e dell'ADSL sia un'altra compagnia, un'altra Vodafone che nulla ha a che fare con quella Vodafone che, con competenza e disponibilità, si occupa del mobile. Chi lo sa, magari le cose stanno proprio così: averlo saputo prima, mi sarei risparmiato tutte le amare risate di questi ultimi, sgangherati giorni.

ADSL e telefono fisso con Vodafone: disastro annunciato?

29.3.14

Te lo do io il digital divide

Ti accorgi quanto faccia male il digital divide solo quando ci sbatti addosso in pieno la faccia: viviamo infatti in un Paese nel quale o hai la fortuna di vivere in una grande città, servito e riverito da una moltitudine di provider desiderosi di fornirti la migliore banda larga che tu abbia mai assaporato, oppure ti attacchi. Di solito, in un modo o nell'altro, ti attacchi a Telecom Italia (e sono cazzi).

Eh già, le alternative sono facili a enumerarsi: se la tua zona è coperta al massimo dalla 7 Mbps o comunque non riscuote il famelico interesse dei gestori, puoi scegliere tra arrenderti al pessimo servizio clienti di Telecom Italia (che, se ti lamenti, ti suggerisce ridendo di rivolgerti ad un avvocato oppure ad un'associazione dei consumatori...), oppure salutare la suddetta e rivolgerti ad un altro operatore (Vodafone, nel mio caso), che altro non fa se non affittare l'armamentario proprio da Telecom Italia, con risultati spesso scoraggianti (velocità di download oscena durante le ore di punta, attese, ritardi ed un'infinità di problemi durante la transizione da Telecom Italia al nuovo operatore, eccetera...).

Ci sarebbe in verità almeno una terza alternativa, si chiama Eolo ma al momento secondo il mio modestissimo parere la sua offerta è ancora un filo troppo costosa per invogliare l'ignorante medio (io, ad esempio), fuoriuscito da Telecom Italia, a prenderla in considerazione: a meno di non accontentarsi di un tot di GB mensili a banda piena, prima di rallentare, Eolo Power 8/500 per esempio viene via a 39,90€ + IVA al mese, e senza telefono fisso. Viene a mancare insomma l'unica rete di sicurezza che il consumatore si trova ad avere nel passaggio da un operatore all'altro: non sai se con il nuovo operatore avrai una linea migliore, ma almeno sai che andrai a spendere meno.

Rete di sicurezza o no, è proprio quando decidi di averne abbastanza di Telecom Italia e di passare ad un altro gestore che comprendi come mai Telecom Italia si possa permettere di trattare il cliente in maniera pessima, e realizzi quanto sia davvero drammatico il problema del digital divide in Italia: in tante, troppe zone del nostro Paese abbandonare Telecom Italia e passare ad un altro operatore significa infatti ritrovarsi con una connessione peggiore di quella che hai lasciato, e solo se ti ha detto bene. Perchè se ti ha detto male scopri che con il nuovo operatore hai una ADSL che viaggia appena sopra il penoso limite garantito da contratto, e allora ti accontenti oppure ti rivolgi altrove...e paghi la penale.

La verità? Personalmente preferisco continuare a sbattere la faccia contro il muro del digital divide, piuttosto che avere nuovamente a che fare con Telecom Italia. Solo che fa male toccare con mano in che stato sia questa povera, derelitta Italia.

Poveri noi.

20.3.14

L'inesistente servizio clienti di Poste Italiane

Chi è rimasto vittima di una truffa telematica con la propria carta di credito prepagata PostePay sa che, nonostante la perdita di denaro, l'incazzatura ed il disagio, il peggio deve ancora venire: avere a che fare con il (dis)servizio clienti di Poste Italiane è un incubo dal quale pare essere impossibile uscire. E, ribadisco, parlo con cognizione di causa.

Piccolo riassunto, con la premessa che non si tratta di fantascienza ma di amara, italica realtà: a gennaio 2013 denunciavo ai carabinieri un movimento sospetto sulla mia prepagata PostePay e contemporaneamente inviavo reclamo a Poste Italiane, che nel maggio dello stesso anno mi informava tramite lettera dell'accoglimento della mia domanda di rimborso. Poi cadeva il silenzio, e del mio rimborso nemmeno l'ombra...

Da ottobre 2013 ad oggi (per i più distratti, marzo 2014) contattavo regolarmente Poste Italiane per avere informazioni circa il mio rimborso, sia tramite telefonata al numero verde 803.160, sia tramite compilazione dell'apposito form online disponibile sul sito di Poste Italiane. Se nel primo caso ricevevo costantemente la risposta: "sollecitiamo una verifica", tramite sito - nonostante le numerose richieste inserite - non c'era verso di ottenere lo straccio di una risposta, tanto che mi viene da chiedermi che senso abbia mantenere tale servizio se poi non si è in grado di gestirlo.

C'è un'altra domanda che mi frulla in testa: a parte evitare tutti i prodotti di Poste Italiane come la peste bubbonica, cosa deve fare un consumatore che abbia subito una truffa sulla propria carta di credito prepagata PostePay, che abbia disconosciuto tale operazione tramite regolare denuncia ai carabinieri e reclamo a Poste Italiane, per ottenere da Poste Italiane un rimborso prima di morire? Cosa? Qualcuno ha la risposta?

Ecco un logo che ritengo più realistico.

7.3.14

Vodafone, Luisa Accardi e il call center truffaldino che chiama dal numero 0912559

Vodafone vittima di uno dei suoi call center? A quanto sembra, può capitare anche questo: i want to believe, come Fox Mulder.

Dopo mesi e mesi di disservizi made by Telecom Italia, ero quasi convinto di essere arrivato al punto fatidico in cui alla fine inizi a vedere la luce in fondo al tunnel: l'offerta che mi faceva Vodafone sembrava infatti fatta apposta per me, un povero disperato che voleva lasciarsi alle spalle la pessima esperienza con Telecom Italia magari andando a spendere anche meno. Registro la mia richiesta tramite sito, mi arriva a casa la Vodafone Station, e visto che nessuno mi aveva telefonato per chiedere conferma del mio ordine chiamo io, e chiedo di essere ricontattato entro le 48 ore. Giusto per capire come funziona la faccenda.

Passano i giorni, ed ecco che mi arriva una telefonata dal numero di Palermo 0912559 (ATTENZIONE: SE ANCHE VOI RICEVETE UNA TELEFONATA DA QUESTO NUMERO, APPENDETE IMMEDIATAMENTE!!!), apparentemente proprio in risposta alla mia precedente richiesta. La gentile donna all'altro capo della cornetta si identifica come LUISA ACCARDI, Responsabile Reparto Attivazioni: a sentir lei, i miei amici di Telecom Italia si sarebbero messi di traverso alla migrazione del mio numero; in sostanza, questa Luisa Accardi mi dice che Vodafone sta provando a darmi il servizio che avevo richiesto, ma il mio precedente gestore sta negando la migrazione del mio numero di rete fissa senza fornire spiegazioni.

Non solo: secondo la fantomatica Luisa Accardi il sottoscritto corre pure il rischio di restare senza telefono e senza connessione internet, in quanto Telecom Italia dall'oggi al domani potrebbe decidere di sospendermi il servizio. Ecco che mi viene prospettata una brillante soluzione: mettere in stand-by la mia richiesta di migrazione da Telecom Italia a Vodafone, e richiedere (non a nome mio, magari a nome di mia moglie) l'attivazione di una nuova linea telefonica Vodafone: in questo modo io potrò continuare a usufruire di telefono e connessione internet, e tempo un mese il problema della migrazione sarebbe stato risolto, modificando dunque la mia utenza di conseguenza (compreso il canone mensile ed il costo di attivazione, che per mia moglie sarebbero stati superiori a quelli che avrei avuto io).

Contatto Vodafone fornendo il mio numero di pratica (quella che sarebbe bloccata per colpa di Telecom Italia, secondo la Luisa Accardi che ti chiama dal numero 0912559), e mi viene detto che invece è tutto in ordine, che tempo due settimane avverrà la migrazione (alleluja!) e che "questa Luisa Accardi le ha raccontato una massa di affermazioni completamente false"; pare inoltre che a Vodafone siano arrivate numerose segnalazioni simili alla mia, con persone ritrovatesi ad aver sottoscritto un doppio contratto e altre robacce simili: il tutto tra il 27 ed il 28 febbraio scorsi, e Vodafone a quanto pare sta valutando quali provvedimenti prendere per tutelare la sua immagine.

Staremo a vedere: il danno causato da questo fantomatico call center ad un'azienda come Vodafone è notevolissimo, ed un comportamento del genere meriterebbe le attenzioni della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (e non solo, mi viene da aggiungere). Trovo agghiacciante che ad un call center che opera secondo modalità simili sia permesso continuare impunemente a farlo, in un Paese normale questi signori avrebbero chiuso baracca e burattini da anni. Intanto, cara Vodafone, non posso che dire "cominciamo bene!"...

Attenzione al call center che chiama dal numero di Palermo 0912559!!!



11.1.14

Truffe PostePay e reclami Telecom Italia: mettetevi comodi...

Siete finiti nel girone dantesco di una truffa che coinvolge la vostra carta prepagata PostePay o un reclamo al solerte servizio di assistenza di Telecom Italia? Mettetevi comodi...

Scoprire un furto telematico sulla propria PostePay è facile, lo è un po' meno recuperare il proprio denaro - e lo dico con cognizione di causa: il 17 gennaio 2013 denunciavo ai carabinieri una truffa, a maggio dello stesso anno le Poste Italiane si degnavano finalmente di confermarmi che sarei stato rimborsato. Il 13 dicembre inviavo una email per chiedere se vi fossero aggiornamenti, perchè io di rimborsi ancora non ne avevo mica visti, ed alcuni giorni dopo venivo contattato telefonicamente da una persona che sosteneva avrebbe chiesto all'ufficio competente una verifica sulla spedizione dell'assegno a me destinato, assegno che dopo tale verifica mi sarebbe stato rispedito (spero non tramite Poste Italiane, hanno un servizio pessimo...). Ho come l'impressione che tornerò ancora sull'argomento, perchè a distanza di quasi un anno Poste Italiane non mi ha ancora restituito il maltolto.

Mettetevi comodi e non abbiate alcuna fretta anche se avete dovuto fare un reclamo a Telecom Italia: anche in questo caso so per esperienza personale di cosa parlo. Tra router terze parti che improvvisamente smettono di funzionare solo a casa mia, tecnici che non sanno che pesci prendere e che ti addebitano una trentina di euro tanto per gradire (e senza dare risposte!!!), modem Ultra Internet da 99 € che si guastano dopo nemmeno due mesi e negozi TIM che avrebbero dovuto sostituirti il prodotto difettoso entro 15 giorni ma che ormai sembrano essere spariti dalla faccia della Terra - nemmeno rispondono al telefono - da 1 mese ed 1 giorno, credevo di averle viste tutte. L'operatore al 187 mi aveva suggerito di inviare un fax (...si, un fax) con un reclamo, e che sarei stato contattato entro 3 giorni: ora, io il fax l'ho inviato il 7 gennaio, ma oltre ad una email e ad un sms di rito ancora non ho avuto alcun riscontro.

Insomma, mettetevi comodi e godetevi il (dis)servizio clienti di Poste Italiane e di Telecom Italia: appuntamento alle prossime puntate.

I porci comodi.

28.12.13

Telecom Italia: perchè basta

L'unica - parziale - consolazione delle mie disavventure con Telecom Italia è che, a spulciare la rete, è possibile imbattersi in una marea di infelici che hanno avuto la propria personalissima disavventura con l'azienda di telecomunicazioni: come si dice, mal comune...

Mal comune...mal comune: "mezzo gaudio" un cazzo, quando c'è di mezzo un cliente che paga per avere un servizio che definire discutibile è riduttivo. Ad ottobre, improvvisamente, il mio router D-Link inizia a litigare con l'internet gentilmente fornito da Telecom Italia: memore di precedenti e sonori incavolamenti, decidevo di testarlo altrove prima di contattare il 187 che, quando c'è un problema, ti risponde sempre che c'è qualcosa di rotto a casa tua: il pc, la presa, il cordless...e pertanto contattavo la solerte assistenza di Telecom Italia solo dopo avere accertato che - pensa un po' - il mio router altrove funzionava alla grande. Anche su altre linee Telecom Italia, incredibile.

Ovviamente il 187 non era di questo avviso: il mio router è rotto, mi dicono, ed a nulla valgono le mie obiezioni a proposito del fatto che invece, per esempio su un'altra linea Telecom Italia, il router funziona alla grande. Mi arriva in casa anche un tecnico, constata che tutte le impostazione del mio router sono corrette, attacca alla mia rete un router Telecom Italia e, prima di andarsene, sentenzia che il mio router è rotto e che dovrei acquistare un router Telecom Italia, perchè quello funziona (...ah). Mi rivolgo anche all'assistenza tecnica telefonica, la quale mi informa più e più volte del fatto che, qualora si scoprisse che il "difetto" è mio e non di Telecom Italia, mi verrà addebitato il costo dell'assistenza. Tutto pur di capire quale sia il problema ed usufruire degnamente del servizio per il quale pago un abbonamento.

Ovviamente anche in questo caso la risposta non cambia, "noi facciamo ulteriori verifiche, lei provi a navigare e poi ci risentiamo per chiudere la pratica, in un modo o nell'altro": mai più risentiti. Alla fine mi arrendo, e - stolto! - scelgo quella che all'epoca mi sembrava la via più semplice e rapida: andare in un negozio TIM e comprare un router Telecom Italia. Spendo 99 €, compro un coso Ultra Internet con il quale, mi dico, finalmente risolverò i miei misteriosi problemi di navigazione. Peccato che, nemmeno dopo due mesi, il router Telecom Italia smetta di dialogare con il mio PC: morto, kaputt, defunto. E a nulla valgono le mie obiezioni con il 187, perchè secondo loro si è rotto il mio PC (...noooo? Davvero?), anche se qualsiasi altra cosa io attacchi alla scheda di rete dialoga come una scheggia con la macchina.

Per fortuna conosco un amico che si occupa di assistenza PC, e gratuitamente mi viene fornita la conferma di quello che già sapevo: è il router Ultra Internet di Telecom Italia da 99 € ad essersi rotto, e dopo nemmeno due mesi dall'acquisto. Tronfio lo riporto al negozio TIM, e la mia tronfiaggine viene prontamente invitata a sgonfiarsi: è vero che il prodotto è in garanzia, ma per averne uno in sostituzione è necessario attendere 15 giorni e - che sfiga! - purtroppo in negozio non ne hanno nemmeno uno da noleggiarmi (eh? Dopo due mesi un router da 99 € che ho comprato per disperazione si è rotto, ed io dovrei pure noleggiarvi un router per usufruire di un servizio per il quale già vi pago profumatamente?!).

Dicevo: 15 giorni di attesa per riavere un router funzionante (si spera più a lungo del predecessore). Ad oggi ne sono passati 18, di giorni, e mentre io restavo speranzoso in attesa di buone nuove che non sono mai arrivate, da Telecom Italia mi giungono invece cattive notizie. Sotto forma di fattura. Nello specifico un importo di 29,95 € di "Contributo assistenza telefonica hardware/software". Tempismo perfetto, mi dico: non solo ad oggi Telecom Italia non ha saputo spiegarmi quale diavolo sia il problema sulla linea che mi impedisce di utilizzare un  router terze parti tuttora funzionante altrove; non solo il router Telecom Italia da 99 € che avevo comprato ha tirato le cuoia dopo neanche due mesi; non solo dopo 18 giorni nessuno dell'assistenza si è fatto vivo per darmi notizie...ma ecco arrivare 29,95 € da devolvere a Telecom Italia.

La mia rabbia parzialmente si placa quando, al 187, mi spiegano che - nell'era di internet... - per fare un reclamo non posso utilizzare l'email ma devo...mandare un fax: cazzo, mi sa che anche loro usano i loro router, poveretti. E' decisamente tempo di cambiare operatore, fare ciaociao con la manina a questi signori e magari convincere qualche conoscente che sta mettendo su casa a guardare altrove, per telefono ed internet. Telecom Italia, perchè basta.

Telecom Italia: perchè basta.
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